“Contributi inediti sulla storia della chiesa di Santa Maria a Fiume” di Alessio Patriarca

3° CONVEGNO NAZIONALE SUI TEMPLARI A CECCANO

CONTRIBUTI INEDITI SULLA STORIA DELLA CHIESA DI SANTA MARIA A FIUME A CECCANO (FR)

di Alessio Patriarca

Nelle precedenti edizioni del Convegno Nazionale sui Templari a Ceccano ho avuto il piacere di presentare due contributi sulla Chiesa di San Nicola e sulla concordanza dei simboli templari presenti in questo edificio sacro con le simbologie templari riconosciute come autentiche a livello nazionale ed internazionale.

Immagine di apertura e Immagine qui sopra: Chiesa di Santa Maria a Fiume (foto Giancarlo Pavat)

 

Sulla Chiesa di Santa Maria a Fiume abbiamo, negli Annales Ceccanenses, pubblicati nel 1644 da Ferdinando Ughelli, la cronaca meravigliosa della consacrazione della Chiesa, avvenuta il 25 luglio 1196 ad opera del Cardinale Giordano de Ceccano, assistito dai vescovi di Ferentino e delle Diocesi vicine.

Questa cronaca della consacrazione è un documento di valore inestimabile sia dal punto di vista storico, che liturgico, spirituale ed anche di costume medievale.

Ogni aspetto di questa consacrazione viene descritto nella Cronaca, con una abbondanza di elementi che sorprendono ed edificano il lettore.

Nella Chiesa di Santa Maria a Fiume vi sono vari simboli originali e risalenti alla primitiva costruzione di assoluto interesse, fra cui voglio in questa sede evidenziare la SPIRALE posta nell’anello di divisione di una colonna della navata laterale destra che introduce nel transetto.

 

Immagini 3 e 4 – Spirali presenti nelle decorazioni della Chiesa di Santa Maria a Fiume a Ceccano.

 

Secondo alcuni studiosi, furono i Celti ad utilizzare per primi questo simbolo, come rappresentazione dell’Universo in espansione e della dinamicità della vita dell’uomo e del cosmo.

Nel periodo gotico venne utilizzato come fregio architettonico in numerose cattedrali e nelle costruzioni templari, sia Chiese che Castelli, proprio per rappresentare la relazione fra Dio e l’uomo.

Il disegno della spirale si può percorrere in due direzioni distinte.

Se il tracciato della Spirale viene seguito procedendo dall’interno verso l’esterno, il significato templare è l’Uomo che si apre verso il mondo e va verso Dio, con un grado di conoscenza iniziatica sempre maggiore.

Al contrario se il simbolismo della spirale viene seguito procedendo dall’esterno verso l’interno, la figura dell’Uomo si chiude in se stessa, allontanandosi da Dio.

Immagine 5 – Spirali presenti nella Commanderia Templare di Vaour in Francia.

 

Una pietra utilizzata come architrave sopra una porta della Commanderia Templare di Vaour mostra una Croce Templare all’interno di un quadrato e con ai lati due spirali, una in senso orario e l’altra in senso antiorario.

E indicazioni di doppia spirale si trovano nella Cappella Templare di Montsaunès, nella Cappella Templare di San Bevignate (Perugia) e nella Cappella dei Templari a Dognon in Francia.

Sul pulpito marmoreo del Duomo di Barga, in Provincia di Lucca, si ammira l’ornamento di un motivo continuo di fiori a tre petali, avvolti a spirali opposte.

Il simbolo della spirale nella Chiesa di Santa Maria a Fiume è presente in tre decorazioni simboliche:

1) Come dicevo nell’anello a mezza altezza di una colonna laterale.

2) Nel capitello di una colonna all’interno del presbiterio.

3) Come elemento principale di uno dei grandi quattro capitelli che sorreggono il monumentale pulpito.

Nell’anello della colonna abbiamo una serie di Spirali ben delineata, di ottima fattura e pienamente inserita nelle decorazioni simboliche della Chiesa stessa.

In particolare l’anello che divide a metà la colonna, partendo da sinistra, ha come elementi due spirali unite da un nastro e la seconda spirale ha al suo interno il giglio a tre petali, la cui importanza nella simbologia templare è a tutti nota.

Seguono altre due Spirali con un elemento davvero singolare: una ulteriore Spirale, molto piccola che è sottostante alla seconda spirale di questa coppia.

Nella Geometria Sacra, la tradizione ermetica occidentale con il suo linguaggio e le sue metafore allegoriche rende possibile decifrare almeno parzialmente il suo profondo codice simbolico.

In particolar modo per i Templari la lingua ieratica era il patrimonio con cui la mente intuitiva era invitata a seguire la Legge di Corrispondenza ed Analogia che legava e lega i simboli a significati reconditi, ma ben definiti.

Nell’elenco esistente da molti anni e ripreso da centinaia di siti internet nazionali ed internazionali sono segnalate spirali nelle costruzioni sacre e nelle domus templari di varie parti d’Europa e soprattutto del Nord Europa.

Immagine 6 – Altra Spirale presente a Ceccano, incisa su blocco di pietra murato su muro di contenimento sotto il castello. Scoperta nel 2015 da Mario Tiberia .

 

Purtroppo, la Spirale presente nella Chiesa di Santa Maria a Fiume non è segnalata mai, segno del grande lavoro che ci viene chiesto per favorire la conoscenza e la valorizzazione del grande Patrimonio simbolico delle costruzioni religiose medievali di Ceccano giunte fino a noi.

Un Patrimonio rimasto nascosto ed occultato per troppo tempo.

Facendo un balzo nel tempo di circa sette secoli, ora illustriamo la documentazione molto importante che proviene dall’Archivio dell’Abate Vincenzo Misserville e giunta fino a noi per le premure dell’insegnante Paolo Misserville, che raccolse quanto poté della documentazione dell’Archivio dell’Abate suo zio e la consegnò all’Avv. Stefano Gizzi, per una opportuna conservazione.

Questo materiale sarà consegnato all’Archivio Comunale di Ceccano, con l’avvertenza del suo inserimento formale nella catalogazione dell’Archivio pubblico stesso.

Iniziamo subito facendo vedere quella che possiamo ritenere la più bella fotografia antica della Statua di Santa Maria a Fiume.

 

È una copia unica che denota subito una qualità davvero superiore, segno dell’intervento di un fotografo professionista, in grado di utilizzare mezzi tecnici molto preziosi all’epoca ed una perizia notevole nell’effettuare lo scatto.

L’immagine della Madonna è davvero nitida, perché il fotografo ha messo a fuoco l’obiettivo proprio sul Volto della Statua, in modo da ottenere con la massima precisione la migliore resa del volto stesso.

Siamo di fronte ad una foto che non esito a definire una fotografia artistica, di assoluto valore.

Per la descrizione della Statua utilizzerò le parole della Scheda per la Soprintendenza alle Opere d’Arte Medievali della Provincia di Roma, compilata dall’Abate Don Vincenzo Misserville e dall’Architetto Luigi Morosini, di Ferentino cui parleremo nuovamente fra poco e datata 7 settembre 1927:

“Scultura in legno secolo XIII rappresentante la Vergine Maria col Bambino.

La Vergine è seduta e sostiene col braccio sinistro il Bambino.

La scultura è interamente coperta da prezioso ornamento di velluto, ornato da ricamo di metallo dorato e da Manto che dal capo le scende fino ai piedi.

Anche il Bambino è coperto dallo stesso ornamento.

Solo si scorge nel viso della Vergine un’aria di Maestà accoppiata a soave bellezza.

La Vergine poggia i piedi su cuscino di tela d’argento ed è seduta su una sedia foderata tutta di velluto con fiocchi ed altri ornamenti di metallo.

Alza la testa coronata e un’aureola di 12 stelle.

Anche il Bambino è coronato.

Le dimensioni sono in altezza circa m. 1,80. Autore ignoto.

Non si sa da chi è stato eseguito il gruppo né in qual tempo è stato esposto alla venerazione. Generalmente si ritiene che esistesse al tempo della Consacrazione della Chiesa che avvenne nell’anno 1196.

La decorazione di velluto fu posta, tanto alla Vergine quanto al Bambino, nel 1866 dalla munificenza della Contessa e del Conte Antonelli di Ceccano”.

Un’altra scheda riguarda l’affresco di San Sebastiano, molto prezioso, perduto con il bombardamento del 1944, datata e firmata nello stesso modo della precedente:

“Pittura a fresco (Secolo XIV) rappresentante San Sebastiano.

Il Santo è in piedi, nudo con le braccia legate sul dorso.

Tutto il corpo è tempestato di frecce. La testa è china e contornata da aureola.

La figura è dentro una riquadratura dipinta, misura in altezza m. 1,30 in larghezza c. 60.

L’ubicazione della pittura è in una parete della nave trasversale a destra entrando.

Lo stato di conservazione della pittura non è buono, nella parte inferiore ha un poco sofferto per l’umidità della parete, ma non ha subito restauro.

Il tempo approssimativo dell’esecuzione della pittura è il Secolo XIV.

La tradizione locale l’attribuisce alla scuola di Giotto”.

A proposito dell’Architetto Luigi Morosini, presentiamo un disegno tecnico da lui realizzato nell’anno 1936, della sezione spaccata della Chiesa, nel momento in cui si decise di recuperare la funzionalità di un arco gotico che era stato completamente murato.

Oltre al bellissimo disegno tecnico, abbiamo tutto il prospetto del costo dei lavori, con le voci minuziosamente indicate.

Un altro pregevole disegno è opera dell’insegnante Arduino Buglioni che fu a capo dell’Amministrazione Comunale di Ceccano nel 1923.

Immagine 7 – disegno a china blu di Arduino Buglioni

 

Con un disegno a china blu, Arduino Buglioni ha tratteggiato magistralmente l’interno della Chiesa di Santa Maria a Fiume, lasciando una intensa testimonianza dell’atmosfera mistica e suggestiva che si percepiva all’interno dell’edificio sacro.

Tre piccole fotografie testimoniano il flusso di fedeli, provenienti da ogni parte del Lazio e da tutta l’Italia che prima della Seconda Guerra Mondiale si recavano al Santuario ceccanese.

Immagini 8 e 9 – foto relativa alla folla di fedeli che si recavano a Santa Maria a Fiume

 

Sono immagini davvero significative e mostrano una folla di pellegrini, ispirati da una ardente devozione per Santa Maria a Fiume, che, per umiltà, effettuano l’ultima parte del pellegrinaggio togliendosi le scarpe e raggiungendo la Statua venerata a piedi nudi.

Si sente quasi l’eco dei canti popolari intonati da queste compagnie di pellegrini, veramente devoti.

I pellegrini potevano leggere questo piccolo opuscolo, preparato da Don Vincenzo Misserville, che nelle prime pagine riportava una nota sulla Storia della Chiesa ed un’altra nota sulla venerata Statua.

Nella parte conclusiva insieme a vari canti, venne riprodotto il Canto più caro ai ceccanesi: “Vergine Santa e Misericordiosa”.

Dalla biografia di Don Alberto Misserville, scritta dal fratello gesuita Padre Guglielmo, apprendiamo che questo canto ispirato e famoso venne scritto nei versi e musicato nell’anno 1933 da Don Alberto Misserville.

Nel 1936 un maestoso dipinto, olio su tela, raffigurante la statua di Santa Maria del Fiume venne solennemente benedetto e poi trasferito nella Chiesa della Consolata ad Addis Abeba in Abissinia.

 

Immagine 10 – foto relativa al momento della partenza del dipinto per l’Africa Orientale Italiana.

 

Su questo importante episodio internazionale da molti anni viene riprodotta questa foto che ricorda il momento della partenza del dipinto per l’Africa Orientale Italiana.

Si notano fra i sacerdoti: Don Vincenzo Misserville, Don Ottavio Sindici, Abate di San Nicola e Don Filippo Antonelli, Canonico della Collegiata di San Giovanni Battista.

Ora possiamo aggiungere una foto della processione con il quadro, realizzata sull’attuale Piazza XXV luglio, a cui parteciparono migliaia di fedeli, provenienti anche dai paesi vicini e l’articolo de “Il Messaggero”, pubblicato il 13 novembre 1936, che ripercorre tutte le fasi della partenza da Ceccano, via mare del Dipinto e l’arrivo nella Città di destinazione.

Numerose lettere e documenti riguardano il triste e complesso momento successivo al Bombardamento angloamericano e alla distruzione della Chiesa.

Una lettera del famoso storico e studioso Giuseppe Marchetti Longhi testimonia il generoso impegno e l’amore di questo grande studioso per la ricostruzione della Chiesa di Santa Maria a Fiume.

In una lettera inviata a Ceccano dal Sud America, il Diplomatico ceccanese Tommaso Mancini assicurava tutto il suo impegno per le necessarie procedure di avvio della ricostruzione, che furono lente e piene di intralci.

Solo la costanza e l’impegno di alcune personalità, come Beatrice Fedele Mancini, consentì al Comitato eretto per sollecitare la ricostruzione della Chiesa di raggiungere felicemente i suoi scopi.

 

Immagine 11 – la copertina del volume sulla Storia della Chiesa di Santa Maria a Fiume del 1896.

Un ultimo particolare: ecco la copertina del volume sulla Storia della Chiesa di Santa Maria a Fiume pubblicato a Genova da Don Gaspero Olmi nel 1896. Nella prefazione Don Olmi riporta alcune interessanti testimonianze sulla sua permanenza a Ceccano.

(Alessio Patriarca)

 

Immagine 12 – Don Vincenzo Misserville

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