Giornata “chiese aperte Alatri 2012”

La chiesa di San Francesco

L’Archeoclub d’Italia sezione di Alatri e sottosezione di Trevi nel Lazio organizza domenica 13 maggio 2012 la Giornata “chiese aperte Alatri 2012”.
Denominazione della Chiesa: Chiesa di San Francesco
Ubicazione: Via San Francesco – 03011 ALATRI (Frosinone)
Orario visita: mattino 9.30 – 13,00 visite all’interno della Chiesa (durante le funzioni religiose le visite saranno sospese) e visite guidate all’affresco del Cristo nel Labirinto (entrata consentita a sole 5 persone per volta);
pomeriggio: ore 15,00 – 19,00
–Relazione sul restauro architettonico della chiesa, da parte della Soprintendenza, tenuta dalla Dott.ssa Arch. Anna Rita CIAVARDINI;
-Relazione sul restauro dell’affresco “ Il Cristo nel Labirinto “, da parte della Soprintendenza, tenuta dalla Dott.ssa Graziella FREZZA;
-Relazione sui simboli templari, presenti sia in chiesa che nella stessa città, tenuta dallo scrittore Giancarlo PAVAT;
-Relazione sul mantello di San Francesco, presente all’interno della chiesa, tenuta dal priore dei frati minori del convento dei cappuccini di
Alatri, Padre Maurizio.
-a seguire visite sia alla chiesa che all’affresco fino alle 19,00.
Breve storia:
Una delle chiese più’ importanti della città fin dal Medioevo, si trova ad ovest, vicino all’omonima porta, per un periodo usata anche per riunioni comunali, più’ volte restaurata, ha mantenuto un fascino particolare. Vi sono affreschi di mani diverse che si ritengono della metà’ del XV secolo. La chiesa iniziata nel 1220, venne completata nel 1330. All’esterno si presenta con una severa facciata a capanna adornata da un portale e da un elegante rosone strombato. L’interno è composto da una sola navata, con altari laterali, piena di decorazioni baroccheggianti che hanno cancellato completamente le tracce di affreschi che la istoriavano tutta o in parte.

Scoperto casualmente nel 1996, all’interno di un cunicolo nei locali annessi al Chiostro si San Francesco, il Cristo nel Labirinto è divenuto oggetto di un interesse crescente vista la sua unicità’, costituita dalla raffigurazione del tema figurativo del Cristo “Pantocrator” al centro del simbolo arcaico del Labirinto. Il labirinto e’ unicursale, vale a dire che entrata ed uscita del percorso coincidono; si compone di dodici cerchi neri, che delimitano i corridoi bianchi; al centro è la figura del Cristo barbuto con l’aureola, la tunica e il mantello dorato, che con la mano sinistra sostiene il libro delle Sacre Scritture, e con la destra, in atteggiamento benedicente, indica l’ingresso e l’uscita del labirinto. Risultano misteriose le origine dell’affresco databile tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo; tra le varie ipotesi suggestiva e’ quella che lo collega alla storia dei Templari; tra le più probabili quella che vede autore dell’opera un frate del convento o un artista locale. La decorazione, realizzata con la tecnica ad affresco e, in alcune zone, a secco, si dipana sulle pareti di due locali separati da un arco; nel primo ambiente c’e’ la raffigurazione del Labirinto, nel secondo il VELARIO, “svelato” dal descialbo delle pareti e una serie di simboli geometrici e floreali, quali spirali, stelle, sfere, fiori della vita. Dopo un lungo restauro da parte della Soprindentenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio, e’ stato aperto alla visita del pubblico il 21 aprile 2012.

Vi sono consistenti indizi che in questo settore urbano vi fosse un insediamento templare: una croce templare e’ dipinta sulla parete della controfacciata della chiesa di San Francesco, sulla scalinata che conduce all’ingresso principale, sono incisi tre simboli raffiguranti la Triplice Cinta Sacra; inoltre la presenza di una fortificazione circolare, medioevale, in corrispondenza della Portella di San Benedetto e l’attestazione di un Ospedale limitrofo all’insediamento francescano lasciano supporre un sito templare fortificato entro le mura di Alatri.
Nella chiesa è conservato un mantello attribuito a San Francesco d’Assisi e che sarebbe stato donato personalmente dal Santo, nel 1222, ai confratelli dello scomparso monastero di Sant’Arcangelo. Benché non esistano fonti storiche certe, nel 2001 studi svolti dall’Università di Chieti per il restauro del mantello hanno determinato la datazione del medesimo al XIII secolo. Attualmente il mantello è esposto in una teca in atmosfera controllata.
Giancarlo Rossi.

INFO:
Presidente della Sede locale:
Ins. GIANCARLO ROSSI Via Canale 14 – Alatri (FR)
cell 328 9256550

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