IL VOLO DELL’ANGELO. FORME, VISIONI E MANIFESTAZIONI DEI MESSAGGERI CELESTI – Di Alessandra Filiaci

IL VOLO DELL’ANGELO. FORME, VISIONI E MANIFESTAZIONI DEI MESSAGGERI CELESTI

Di Alessandra Filiaci

<<Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve>>. (Vangelo di Matteo, 28: 1-3)

Immagine di apertura: L’angelo bianco. Affresco nel Monastero di Mileševa (Serbia). (Fonte: http://www.settimananews.it/cultura/langelo-della-risurrezione)

La breve ma efficace descrizione dell’angelo al sepolcro di Gesù del Vangelo di Matteo mostra l’ineffabilità del messaggero di Dio la cui natura e la cui potenza possono essere soltanto adombrate per immagini. La terra è scossa, testimone della manifestazione di una forza sovrumana che si palesa come una figura luminosa il cui aspetto rivela e vela a un tempo un’alterità insondabile dall’intelletto umano. L’insegnamento del Catechismo della Chiesa Cattolica è chiaro: l’esistenza degli angeli è una verità di fede. Esseri spirituali, incorporei, gli angeli sono servitori e messaggeri di Dio, hanno intelligenza e volontà, sono creature personali ed immortali che, come testimonia il fulgore della loro gloria, superano in perfezione tutte le creature visibili. Tuttavia, essendo come gli esseri umani creature libere, possono anch’essi deviare. Inoltre, gli angeli non giudicano, ma servono; solamente Chi è più in alto di loro può giudicare. La vita della Chiesa beneficia dell’aiuto misterioso e potente del mondo angelico, il cui centro è Cristo. La vita umana, dal suo inizio fino all’ora della morte, è circondata dalla loro protezione e dalla loro intercessione.

Secondo Sant’Agostino la parola angelo <<designa l’ufficio, non la natura. Se si chiede il nome di questa natura, si risponde che è spirito; se si chiede l’ufficio, si risponde che è angelo: è spirito per quello che è, mentre per quello che compie è angelo>>.

Immagine 1: Marc Chagall, Abramo e i tre Angeli (1966). Nizza, Musée National Marc Chagall.

I conoscitori del Divino, scrive l’autore del De coelesti hierarchia (Sulla gerarchia celeste), hanno rappresentato le Intelligenze celesti sotto le specie del fuoco, sotto forma umana e di nuvola. Sotto le specie del fuoco <<per dimostrare che la loro natura è fatta il più possibile a somiglianza e ad imitazione del Divino. Ma essi ce le descrivono anche sotto forma umana, facendo riferimento a ciò che l’uomo possiede, come l’intelligenza, la capacità di guardare in alto, la posizione regolare ed eretta, il possesso congenito di un carattere di guida e di comando… per la forza dello spirito (nous), per la superiorità del suo Conoscere, e per il naturale carattere libero e inasservibile dell’anima>>. La loro rappresentazione sotto forma di nuvola sta invece ad indicare che le Intelligenze celesti <<sono ripiene in modo ultraterreno della Luce segreta>> e che in esse <<ci sono la fecondità, la forza vitale, la forza della crescita e della maturazione, in quanto sono apportatrici di una pioggia intelligibile che, con i suoi copiosi rovesci, stimola il grembo che la riceve a prolifiche generazioni>>. I Cori della gerarchia celeste sono nove, distinti in tre ordini. Il supremo è composto dai Serafini, dai Cherubini e dai Troni. Il medio è composto dalle Dominazioni, dalle Forze e dalle Potestà. L’ultimo è costituito dai Principati, dagli Arcangeli e dagli Angeli. Con gli Angeli <<terminano e si completano tutti gli ordini delle Intelligenze celesti, poiché essi, da ultimi fra le entità celesti, possiedono il carattere di messaggeri e sono più vicini a noi; perciò più ad essi che ai precedenti è appropriato il nome di Angeli, in quanto la loro gerarchia si occupa di ciò che è più manifesto e, ancor più, delle cose di questo mondo>>.

Immagine 2. I Nove Cori angelici. Miniatura del breviario di Hildegard von Bingen (1098-1179). (Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Gerarchia_degli_angeli)

Esseri provenienti da altri mondi: civiltà aliene?

Il nome: angelo evoca immediatamente mondi superiori e misteri inaccessibili ai comuni mortali. Sembra avvalorarne l’inafferrabilità anche la variabilità che si riscontra nei molti testi dedicati ai messaggeri celesti nello scrivere la vocale iniziale del nome, sia al singolare sia al plurale, ora usando la minuscola ora invece la maiuscola, evidentemente considerandolo, nel primo caso, un nome comune mentre, nel secondo caso, volendo esprimere un sentimento di rispetto (si tratta della cosiddetta maiuscola reverenziale). Queste differenze si riscontrano anche quando si fa riferimento agli angeli appartenenti ad uno o all’altro dei tre ordini. Questa constatazione permette, a mio avviso, di percorrere una terza via: si può scegliere la minuscola solamente quando ci riferiamo in modo generico ai messaggeri celesti.

Si tratta soltanto di sottigliezze, di una questione di stile? Forse no, perché si tratta di entità appartenenti alla sfera dello spirituale. L’angelologia è un campo di indagine assai complesso, dovendosi anche considerare gli apporti e gli influssi di diverse tradizioni religiose le une sulle altre e le strutture politico-amministrative delle popolazioni presso le quali si sono originate e hanno trovato terreno fertile nel quale attecchire le formulazioni di esseri spirituali con poteri e capacità superiori a quelle umane. Per approcciarsi correttamente a tale tematica non ci si può esimere dal riconoscere che sin dai tempi più remoti gli uomini hanno riconosciuto i limiti entro i quali si svolge la loro breve esistenza e proiettato paure e speranze in dimensioni ultraterrene popolandole di esseri potenti e misteriosi quanto le loro capacità di fare il bene e il male, e che entità intermediarie tra gli dèi supremi e gli uomini si rinvengono in diverse religioni e mitologie.

Si sarebbe tentati, dunque, di trovare elementi comuni e differenze tra gli angeli delle une e delle altre. A tale riguardo, tuttavia, alcuni autori affermano che si possa parlare di angeli esclusivamente quando si faccia riferimento alle cosiddette “religioni del libro”: Ebraismo, Cristianesimo ed Islam, mentre gli altri “intermediari celesti” devono essere considerati solamente degli “affini” in quanto accomunati a quelli da alcune caratteristiche.

Appare a questo punto opportuno fare accenno all’identificazione, in tempi recenti, degli angeli con esseri provenienti da altri pianeti, che, secondo una certa letteratura, sono da millenni “scesi” fra gli uomini ma hanno scelto, finora, di palesarsi soltanto di quando in quando, per metterci in guardia, come fossero dei fratelli maggiori, dalla nostra connaturata inclinazione all’autodistruzione e per donarci informazioni utili per la nostra evoluzione in termini di progresso scientifico, rivelando di essere in possesso di una tecnologia ben più avanzata della nostra.

Le loro “macchine volanti” sono state raffigurate in opere d’arte, immortalate da fotografi esperti e dilettanti, e la realtà della loro esistenza sul piano fisico è una certezza indiscutibile per chi ha stabilito con loro un contatto ravvicinato, testimoniandone, peraltro, aspetti diversi che indicherebbero che esistono svariate “razze aliene”. Secondo un recente studio pubblicato dagli scienziati dell’Università di Nottingham, ci sarebbero almeno trentasei civiltà aliene intelligenti e tecnologiche nella nostra Galassia. La ricerca si fonda sul presupposto che la vita intelligente si manifesti su altri pianeti così come è avvenuto sul nostro, ed il calcolo tiene conto di pianeti simili alla Terra.

Risultato immagini per madonna dell'ufo

Immagini 3 e 4. Tondo raffigurante la Madonna con Gesù Bambino e il piccolo San Giovanni, la cosiddetta Madonna dell’Ufo (XV secolo; attribuzione incerta). Firenze, Palazzo Vecchio. (Notare l’oggetto raffigurato in alto a destra.)

(Fonte dell’immagine con l’oggetto ingrandito: http://www.ilpuntoquotidiano.it/palazzo-vecchio-i-misteri-della-madonna/)

Se riconsideriamo alla luce di una interpretazione ‘extraterrestre’ i miti relativi ad entità identificate come dèi e semidèi scese sulla Terra per civilizzare gli esseri umani, recare loro messaggi, proteggerli, istruirli, punirli o premiarli per le loro azioni, appare chiaro che si dovrebbero riscrivere secoli, anzi millenni di storia.

Le antichissime descrizioni scritturali di misteriosi oggetti volanti (pensiamo anche ai vimāna indiani), figure alate, luminose, armate di fulmini o altri oggetti potenzialmente letali, non potrebbero spiegarsi con avvistamenti di OVNI e contatti con esseri provenienti da altri pianeti?

Prendiamo in esame il decimo lungo capitolo del Libro di Ezechiele in cui si fa menzione di “ruote” e Cherubini e leggiamone alcuni passaggi: <<Il fragore delle ali dei cherubini giungeva fino al cortile esterno, come la voce di Dio onnipotente quando parla. (…) Il cherubino tese la mano per prendere il fuoco che era fra i cherubini; (…) Io stavo guardando: i cherubini avevano sotto le ali la forma di una mano d’uomo. Guardai ancora ed ecco che al fianco dei cherubini vi erano quattro ruote, una ruota al fianco di ciascun cherubino. Quelle ruote avevano l’aspetto del topazio. Sembrava che tutte e quattro fossero di una medesima forma, come se una ruota fosse in mezzo all’altra. Muovendosi, potevano andare nelle quattro direzioni senza voltarsi, perché si muovevano verso il lato dove era rivolta la testa, senza voltarsi durante il movimento. Tutto il loro corpo, il dorso, le mani, le ali e le ruote erano pieni di occhi tutt’intorno; ognuno dei quattro aveva la propria ruota. Io sentii che le ruote venivano chiamate “Turbine”.>> (È interessante notare che nella nota riferita a questo termine nella Bibbia di Gerusalemme si legge: <<Turbine: significato incerto; forse anche “carro” (…)>>.)

<<I cherubini si alzarono in alto: essi erano quegli esseri viventi che avevo visti al canale Chebàr. Quando i cherubini si muovevano, anche le ruote avanzavano al loro fianco: quando i cherubini spiegavano le ali per sollevarsi da terra, le ruote non si allontanavano dal loro fianco; quando si fermavano, anche le ruote si fermavano; quando si alzavano, anche le ruote si alzavano con loro perché lo spirito di quegli esseri era in loro. (…) Ciascuno aveva quattro aspetti e ciascuno quattro ali e qualcosa simile a mani d’uomo sotto le ali. (…) Ciascuno di loro procedeva di fronte a sé>>.

Immagine 5. Affresco del XVI secolo. (Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Cherubino)

Queste descrizioni possono confermare che si stia facendo riferimento ad entità “extraterrestri”?

Che la Bibbia sia un fiorire di riferimenti a civiltà extraterrestri è certezza per alcuni contemporanei, ma a vedere bene in mancanza di inequivocabili prove tangibili non è possibile confermare un collegamento diretto inoppugnabile fra visioni profetiche e mistiche ed interventi e apparizioni di forme di vita avanzate provenienti da altri mondi che da migliaia di anni visiterebbero la Terra dimorando, per periodi più o meno lunghi, fra gli esseri umani. Peraltro, più o meno esplicitamente, persino le gerarchie ecclesiastiche si sono aperte alla possibilità che esistano specie intelligenti ed evolute su altri pianeti (il che, tuttavia, non significa identificarli con le schiere angeliche).

Immagine 6. Vimāna. Illustrazione di Bala Sahib per il libro “Chitra Ramayana” (1916).

(Fonte: https://www.wikiwand.com/es/Vimana_(mitolog%C3%ADa_hinduista)

Il teologo domenicano Jacques Arnould, capomissione presso il Centro nazionale francese di studi spaziali (CNES), ha osservato che per la Bibbia non siamo soli in questo universo creato da Dio, ma le Scritture non si occupano della questione della vita extraterrestre in senso stretto, non si deve dimenticare, peraltro, che fino all’inizio del 20.esimo secolo la parola “extraterrestre” significava “soprannaturale”, in questo senso gli angeli possono essere definiti extraterrestri; dunque, la Bibbia, evocando una realtà o esseri soprannaturali, ci educa all’idea di altre forme di vita oltre la nostra.

I Cori celesti.

“Angelo” deriva, attraverso il latino “angelus”, dal greco “àggelos” (pronuncia: “ànghelos”), termine usato dai traduttori greci dell’Antico Testamento per rendere l’ebraico “mal’āk”: “messaggero”. Gli angeli formano l’esercito del cielo che sta intorno a Dio, a destra e a sinistra (cfr. 1 Re: 22, 19); nella Bibbia vi si fa riferimento anche come ai “figli di Dio” e ai “santi”. Gli angeli sono creature più perfette degli esseri umani, eseguono gli ordini di Dio, ne fanno conoscere ed osservare il volere agli uomini e ne trasmettono a Dio le preghiere, li proteggono o puniscono, custodiscono nazioni ed individui, e superano le distanze in un attimo.

Nella Bibbia, ebbe a rimarcare il Rabbino della Higher Broughton Congregation di Manchester Abraham Cohen, non si trovano nomi di angeli prima del Libro di Daniele (secondo l’ipotesi condivisa dalla maggioranza degli studiosi la redazione definitiva dell’opera è da datarsi intorno al 164 a.C.), dove vengono nominati Gabriele e Michele al quale Michele si fa riferimento come ad uno dei primi principi; tale allusione diede impulso alla speculazione su una gerarchia angelica in cima alla quale si riconobbero Michele, Gabriele, Uriele e Raffaele, corrispondenti ciascuno ad una delle quattro divisioni degli israeliti descritta in Numeri, 2.

Immagine 7. L’Arcangelo Michele in un’icona di Simon Ušakov (XVII secolo). Mosca, Galleria Tret’jakov.

(Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/File:Simon_Ushakov_Archangel_Mikhail_and_Devil.JPG.)

Secondo la teologia cristiana, come ha rilevato il teologo, scrittore e conferenziere Marcello Stanzione, gli angeli sono puri spiriti, incorporei e sostanze immateriali in ogni senso; a differenza degli esseri umani che appartengono tutti alla stessa ed unica specie, ogni differenziazione nella forma implica per gli angeli una differenziazione nella specie.

Il De coelesti hierarchia, testo inizialmente attribuito a Dionigi l’Areopagita, vissuto nel I secolo e primo vescovo di Atene, contemporaneo di San Paolo, successivamente ad un filosofo indicato come Pseudo-Dionigi e vissuto probabilmente in Siria nel V secolo, è considerato la fonte più autorevole sull’argomento. Il suo autore non concepì la gerarchia celeste fondata sopra una diversità di natura tra gli spiriti, ma semplicemente, allo stesso modo della gerarchia ecclesiastica, di posto occupato secondo l’ordine di cui sono rivestiti, della disciplina e dell’azione che esercitano. <<Si possono dunque intendere le gerarchie angeliche come i tramiti o i veicoli dell’emanazione del pensiero divino creatore verso la manifestazione fisica del creato>>, ha osservato lo Stanzione. <<Le schiere angeliche operano lungo il percorso della creazione secondo il loro grado e la loro funzione. La prima gerarchia, la più vicina a Dio, è quella dei Consiglieri Divini ed è costituita da Serafini, Cherubini e Troni. La seconda, quella dei Governatori Celesti, è composta dalle Dominazioni, Virtù e Potestà. Infine la terza gerarchia, dei Messaggeri Celesti, comprende Principati, Arcangeli e Angeli. Dai Serafini agli Angeli assistiamo dunque alla ‘solidificazione’ della volontà creatrice>>.

 

 

Immagine 8. Pala d’altare conosciuta come la Maestà di Duccio di Buoninsegna (1308-1311). Museo dell’Opera del Duomo di Siena.

La consolazione dell’angelo custode e il “corpo” degli angeli.

Scrive San Basilio Magno (IV secolo): <<Ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita>>. Questo angelo protettore e pastore è quella creatura spirituale che nella preghiera più diffusa appelliamo “custode”:

<<Angelo di Dio che sei il mio custode

illumina, custodisci, reggi e governa me

che ti fui affidato dalla pietà celeste.

Amen>>.

Immagine 9. Pietro da Cortona, Angelo custode (1656). Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica.

Questa immagine positiva dell’angelo evidentemente nulla ha a che vedere con l’entità del romanzo dell’esoterista austriaco Gustav Meyrink: L’Angelo della finestra d’Occidente, che mette in guardia dal “giocare” imprudentemente con gli angeli. D’altra parte si deve rilevare, come ha fatto Marco Bussagli, che la loro funzione di messaggeri non esplicita se gli angeli siano “buoni” o “cattivi”; fin dall’inizio della speculazione angelologica con il nome “angelo” ci si riferì agli spiriti sovrannaturali senza che con questo termine si volesse intendere, come accade oggi, quel giudizio morale che ormai è implicito nella parola.

Tra questi esseri, senza dubbio è percepito come benigno l’angelo custode. Per chi lo percepisce o persino lo vede al proprio fianco non possono esservi dubbi che l’angelo custode sia una presenza rassicurante, costante e discreta.

Secondo il Gesuita Luigi Gonzaga, il quale nel 1589 compose il Trattato o meditazione sugli angeli, <<L’angelo è tutore, consigliere, custode vigile e provvido, mediatore tra Dio e l’uomo, difensore dalle insidie diaboliche, soprattutto al momento del trapasso, quando accompagna l’anima davanti al tribunale di Dio>>. L’uomo è assistito dall’angelo custode prima della nascita, quand’è nel ventre materno, in vita e dopo la morte, <<nella gloria del cielo>>.

Immagine 10. Melchior Paul von Deschwanden (1859). L’angelo custode sorveglia il sonno di un bambino in riva all’acqua.

(Fonte: https://commons.m.wikimedia.org/wiki/File:Melchior_Paul_von_Deschwanden_Schutzengel_bewacht_den_Schlaf_eines_Kindes.jpg.#mw-jump-to-license)

In tempi più recenti, Padre Eugenio Ferrarotti, Superiore della chiesa San Filippo a Genova ed esorcista (m. 1996), intervistato dalla giornalista Paola Giovetti raccontò la sua personale esperienza di ‘contatto’ con l’angelo custode (che avveniva prevalentemente attraverso la scrittura automatica). Egli rilevò, tra l’altro, che l’angelo custode – <<come dicono i santi Padri>> – ha una missione di pace, nel senso che libera e impedisce turbamenti esteriori e soprattutto dell’anima; di penitenza, nel senso che ci fa sentire il rimorso, il quale viene dalla coscienza, ma è anche un monito dell’angelo custode; di preghiera, in quanto lui prega per noi perché il suo desiderio è di salvarci. Un altro importantissimo compito dell’angelo custode, aggiungeva il sacerdote, è quello di allontanare il diavolo: <<Infatti l’angelo ci sarà accanto al momento della morte, per vincere le sue ultime insidie. E ci sarà anche San Michele arcangelo, che è preposto allo specifico compito di assistere i moribondi>>. L’angelo, d’altra parte, <<aiuta ma rispetta la libertà personale>>. <<L’angelo custode è un dono meraviglioso di Dio (…), la Bontà Divina si è preoccupata di farci condurre, dalla nascita alla morte, da un angelo che resta sempre al nostro fianco: dal momento in cui l’anima nostra è uscita dalle mani creatrici del Padre Celeste sino a dopo la morte corporale. La liturgia funebre ce lo ricorda: nella benedizione della tomba si prega Dio di voler affidare quelle spoglie mortali alla vigilanza dell’angelo custode!>>.

Immagine 11. Ferdinand Hodler, L’eletto (1893-1894). Kunstmuseum Bern. (Fonte: https://www.artribune.com/arti-visive/2019/05/mostra-fondazione-keller-masi-lugano/attachment/ferdinand-hodler-der-auserwahlte-leletto-1893-1894-tempera-e-olio-su-tela-219-x-296-cm-kunstmuseum-bern-kunstmuseum-bern/)

Le rappresentazioni degli angeli.

Inafferrabili come l’aria, ma in grado di manifestarsi agli esseri umani e di comunicare con loro, gli angeli sono stati fonte di ispirazione per innumerevoli opere d’arte. Gli artisti hanno effigiato gli angeli in modi molto diversi: dalla statura imponente o piccini, snelli, possenti, dall’espressione del volto spiritosa, soave o severa, paffuti e ridenti oppure meditabondi, talvolta persino in atteggiamenti esprimenti profondissima, lacerante disperazione. Ricorrenti sono le figure derivate dagli amorini e le teste di putti alate sovente riferite ai Cherubini.

Immagini 12 e 13 (dettaglio). Giotto, Compianto sul Cristo morto (1303-1305). Padova, Cappella degli Scrovegni.

Immagine 14. Angeli robusti senza ali e senza aureole nel Giudizio Universale di Michelangelo (1536-1541; Città del Vaticano, Palazzi Vaticani, Cappella Sistina; dettaglio – lunetta destra). Fonte: https://it.aleteia.org/2020/04/22/angeli-giudizio-universale-michelangelo-cappella-sistina/)

Talora, invece, i connotati umani sono appena accennati, evanescenti, come assorbiti dalla luce sfolgorante che sembra sprigionarsi dal “corpo” stesso dell’angelo avvolgendolo come in una sorta di bozzolo ovoidale, diffondendosi tutt’intorno sotto forma di innumerevoli raggi. Torna in mente la descrizione di Dante Alighieri (Paradiso, XXXI, vv. 13-15):

<<Le facce tutte avean di fiamma viva

e l’ali d’oro, e l’altro tanto bianco,

che nulla neve a quel termine arriva>>.

Senza dubbio siamo abituati ad immaginare gli angeli soprattutto alati. Per alcuni però le ali sono soltanto un sovrappiù, anzi non sono affatto necessari. La mistica Teresa Neumann (1898-1962), la quale in varie occasioni ebbe visioni di angeli, vedeva alla propria destra il suo angelo custode e lo descriveva come un uomo luminoso, e riguardo alle ali non aveva dubbi: gli uomini luminosi non hanno bisogno di ali! D’altronde, gli angeli non sono sempre stati rappresentati alati. Come possiamo spiegare, dunque, le tante raffigurazioni di questi esseri spirituali provvisti di ali? La prima spiegazione è che l’ala ci è familiare, ci fa pensare subito al volo degli uccelli, al librarsi nell’aria, alle altezze celesti. <<Cavalcava un cherubino e volava [Jahvè], planava sulle ali del vento>> (Sal. 18: 11).

Le ali hanno la funzione di indicare la natura impalpabile del “corpo” angelico, ha osservato Mario Bussagli, un “corpo” che gli Angeli adoperano per apparire agli uomini. Come scriveva Isidoro di Siviglia, essi lo <<traggono da quell’aria che sta più in alto>> e lo <<indossano come solida forma fatta di cielo grazie alla quale possono essere distinti in maniera più evidente dallo sguardo degli uomini>>. E Tommaso d’Aquino affermava che <<sebbene l’aria, permanendo nel suo stato di rarefazione, non trattenga né figura né colore, quando tuttavia si condensa, può acquistare e colore e forma, come accade nelle nuvole; e in questo modo gli Angeli traggono corpo dall’aria, condensandola per virtù divina, quel tanto che basta ad assumere la forma di un corpo>>. Riguardo a questo, Clemente di Alessandria affermava che gli angeli hanno corpo, ma paragonati ai corpi terrestri essi sono senza corpo e senza figura. Gregorio Magno sosteneva che gli angeli paragonati ai nostri corpi sono spiriti, ma confrontati con lo Spirito sommo e senza limiti sono corporei. Sono questi, evidentemente, tentativi di spiegare razionalmente qualcosa che travalica i limiti della comprensione umana.

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Immagine 15. La “Madonna Sistina” di Raffaello (1512-1513).

Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, Gemäldegalerie/Pinacoteca Alte Meister. In basso al centro sono raffigurati due angioletti/amorini pensosi, spesso riprodotti come soggetto indipendente.

Fra le molteplici rappresentazioni degli angeli che gli uomini hanno potuto concepire per sentirli meno distanti ed inaccessibili non si può fare a meno di ricordare quelle cinematografiche – penso a Il cielo sopra Berlino, Così lontano così vicino, La città degli angeli – che ne propongono un’immagine non a caso umanizzata. Ma è possibile che questi esseri spirituali possano rivelarsi a noi sotto apparenze diverse da quelle che ci sono state veicolate dai libri, dalle varie forme d’arte e dalle testimonianze dei mistici?

I colori degli angeli.

Quello che mi accadde un giorno di agosto del 2009 mi fece riflettere una volta di più sulla natura degli angeli. Durante un incontro che non potrei definire casuale mi fu mostrata una fotografia che – mi fu detto – aveva ‘catturato’ l’immagine di uno di questi esseri celesti. E non di uno qualsiasi. Non avevo mai veduto fino ad allora qualcosa di simile, ma non mi sembrava trattarsi di un particolare gioco di luci, pensai invece ad un insolito fenomeno ottico. Quando guardai meglio riflettei che se fosse davvero possibile fotografare un essere angelico avrebbe probabilmente quell’apparenza piuttosto che l’aspetto di un bellissimo giovane con ali grandi, la figura leggiadra e lo sguardo di chi è immerso in una beatitudine contemplante, meno che mai quello di un grazioso amorino.

Immagini 16 e 17. Arcobaleno di fuoco. (Fonte imm. 16: https://www.greenme.it/informarsi/natura-a-biodiversita/arcobaleno-di-fuoco-fenomeno; fonte imm. 17: https://www.meteocloud.it/2019/10/26/larcobaleno-di-fuoco-anche-a-messina/amp/)

La persona che mi aveva esibito la fotografia era una gentile signora la quale mi disse di fare parte di un gruppo di sensitive e mi fece intendere che con il mondo angelico aveva un contatto quotidiano. Quell’immagine mi colpì immediatamente, prima di avere potuto mettere a fuoco il soggetto, per gli splendidi cangianti colori. Ad uno sguardo più attento vidi che si trattava di un ampio scorcio di cielo: sullo sfondo azzurro, come se qualcuno ve lo avesse dipinto sopra, si stagliava un turbinio di nubi di varie tonalità, con prevalenza di arancio, rosa e violetto. Quell’insieme dalla forma indefinita comunicava qualcosa di potente e di estremamente vitale. Quando domandai alla signora in quale occasione avesse scattato quella fotografia, ella non rispose alla mia domanda, mi informò invece che aveva mostrato l’immagine ad un professionista per un parere, il quale dopo un attento esame le aveva affermato che gli sembrava davvero strano che potesse trattarsi di qualcosa di reale, ma certamente non c’era traccia di manomissione. Guardandomi negli occhi la signora soggiunse di essere sicura che il soggetto fotografato, per via di quella forma e di quei colori, era un Arcangelo, precisamente San Michele, e pronunciò quel nome come se fosse un’ovvietà e allo stesso tempo con familiarità e rispetto. Più tardi, ripensando a quell’incontro che mi era parso denso di significati, un vago ricordo mi indirizzò ad un libro di Giuditta Dembech che avevo letto anni prima. Apertolo, ne sfogliai le pagine finché ritrovai queste parole che mi parvero subito eloquenti (come notava la Dembech, <<Sono gli Angeli stessi a parlare attraverso Hodson>> – Geoffrey Hodson, da molti considerato il più grande chiaroveggente del XX secolo):

<<Non potete richiamare i grandi angeli nel vostro sé inferiore. Per vederli ed ascoltarli dovrete salire verso il loro mondo. Allorché ne supererete la soglia vedrete la possente moltitudine sempre immersa in miriadi di colori dell’arcobaleno…>>.

Riferimenti

Cohen, A. 2003 (3a ed.). Il Talmud. GLF Editori Laterza.

Dembech, G. 1993. Gli angeli fra noi. Edizioni l’Ariete.

Dionigi Areopagita. 1981. Gerarchie celesti. Tilopa.

2018. Dio e gli extraterrestri. (Intervista a J. Arnould, a cura di Louis Fraysse; da Réforme; trad. it. G. M. Schmitt.) Voce Evangelica. Portale svizzero d’informazione protestante. Link: https://www.voceevangelica.ch/voceevangelica/home/2018/03/Dio-e-gli-extraterrestri.html.

Giovetti, P. 1989. Angeli. Esseri di luce, Messaggeri celesti, Custodi dell’uomo. Mediterranee.

Krcmar, R. 2020. <<Ci sono almeno 36 civiltà aliene intelligenti nella nostra Galassia>>. Link: https://www.tio.ch/dal-mondo/attualita/1444334/civilta-anni-galassia-nottingham-universita.

La Bibbia di Gerusalemme. 18a ed. 2003 (1a ed. 1974). Edizioni Dehoniane Bologna.

Lavatori, R. 1996. Gli angeli. Newton & Compton.

Stanzione, M. 2011. Gli Arcangeli. Michele il Guerriero, Gabriele il Messaggero, Raffaele il Guaritore. Sugarco Edizioni.

Alessandra Filiaci, Reiki Master, condivide in questa nuova pubblicazione le sue ricerche ed esperienze nel mondo dell’Energia, offrendo spunti di riflessione e informazioni utili per chiunque voglia entrare nel Cuore del Sistema di guarigione naturale ideato dal Maestro Mikao Usui. L’Autrice ne ripercorre la storia, soffermandosi sul significato profondo dei simboli, dell’iniziazione, della tradizione, del lavoro su di sé, del rispetto, della gratitudine. L’opera “REIKI – IL CUORE E LA MENTE. Esperienze e scoperte in un diario di viaggio” ha il valore di una testimonianza che si presenta come un affascinante racconto costellato di aneddoti e di riflessioni personali che rivelano la ricerca imparziale condotta dall’Autrice, anche attraverso il contatto, diretto ed epistolare, con altri Reiki Master e studiosi di diverse discipline, toccando differenti ambiti dello scibile, in un viaggio ideale fra Oriente ed Occidente.

 

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