Nuove sorprendenti ed inquietanti evidenze dal mascherone di Palazzo Gizzi a Ceccano!

pesci mostruosi

Nell’articolo “La Contea del Mistero”: nuovi enigmi su un portone di un palazzo storico di Ceccano (FR), pubblicato il 02.03.2016 su questo sito, abbiamo parlato dei mascheroni di Ceccano, identificando in loro la figura dell’uomo arboreo, anche chiamato Green Man. Tra i vari mascheroni analizzati v’era anche quello posto sul portone principale del Palazzo Gizzi, al civico 25 di piazza XXV Luglio.

Una più approfondita analisi di questo mascherone ha lasciato emergere una serie di elementi che si possono definire sorprendenti e forse anche inquietanti. Senz’altro vi è sufficiente materiale per effettuare ulteriori approfondimenti sull’argomento.

LA CONTEA DEL MISTERO: IL MASCHERONE APOTROPAICO DEL PALAZZO GIZZI A CECCANO (FR)

NUOVE SORPRENDENTI ED INQUIETANTI EVIDENZE

di Dino Coppola.

L’analisi:

Come già anticipato nell’articolo del 2 marzo, sopra richiamato, il mascherone sul portale principale del Palazzo Gizzi (immagine 1) sembra rappresentare un viso dai tratti maschili, con la bocca aperta, denti che sembrano aguzzi e la lingua che fuoriesce dalla bocca aperta.

Sembra indossare una maschera (con due lembi che vanno verso il basso, al di sotto degli zigomi), il naso dalle narici ben aperte. Il naso e la fronte della maschera sembrano ricoperti da un elemento floristico che potrebbe essere assimilato ad una palma.

Se si dovesse trattare di una palma, si potrebbero riconoscere tronco e corona dell’ipotetica palma rispettivamente nel naso e nella fronte del viso. La simbologia della palma è molto articolata. Essa evoca il concetto di bellezza mista alla fecondità. Fecondità dovuta alla grande quantità di frutti ed al fatto che da sempre tale pianta fornisce gran copia di materie prime alle popolazioni che fondano la propria economia su di essa in ambienti spesso ostili. In greco la palma venne chiamata “phoinix” e ancora oggi si usa la definizione “produzione phoenicola” quando si parla di piantagioni di palme.

Phoinix” richiama fortemente la parola “Fenice, ossia l’uccello che viveva 1000 anni (oppure 1461 anni, secondo il ciclo del Grande Anno egizio, trascorso il quale il cosmo si rigenerava) e che risorgeva dalle proprie ceneri. Questo concetto di essere che risorge dalle proprie ceneri riprende molto il principio del Green Man, dell’uomo arboreo. In un certo senso si richiude il cerchio, se si interpreta il mascherone del Palazzo Gizzi come un viso di uomo arboreo. Inoltre, il riferimento alla phoinix riprende anche il concetto di uccello sacro ad Eliopoli, città del sole. E, sarà un caso, ma proprio sotto la presunta palma c’è, nel fregio metallico posto sotto al mascherone, un’immagine composta di dodici foglie, forse di rosa, disposte a raggiera intorno ad una “G”. E’ difficile negare che a prima vista la struttura circolare con dodici foglie non dia l’idea di un sole. Il legame col sole è anche dato dal fatto che la palma ricorda proprio la forma del sole con le sue foglie, tanto simili a “raggi” solari.

Ma la palma è anche simbolo di gloria e, ovviamente, di immortalità. La religione cristiana ha assimilato la palma all’Albero della vita e anche Cristo, in fin dei conti, riprende il concetto di rinascita (e quale religione più della religione Cristiana può vantare questa affinità?).

Nel mondo dell’alchimia la palma rappresenta l’androginia. I riferimento sono abbastanza chiari: l’elemento femminile (sinuosità delle foglie e la fecondità, ossia i moltissimi frutti) che si unisce all’elemento maschile (il fallo, ossia il tronco eretto e dritto della pianta).

Immagine 1 - mascherone Palazzo Gizzi a Ceccano

(Immagine 1: Il Mascherone posto sopra l’ingresso di Palazzo Gizzi in piazza XXV aprile a Ceccano – FR)

Tuttavia, il viso evidenzia due caratteristiche che, in considerazione dell’ottima fattura e, di conseguenza, della notevole maestria dell’artista, destano quantomeno sorpresa:

Si tratta della direzione dello sguardo e della accentuata lunghezza del mento.

Lo sguardo sembra non essere centrato, puntato su chi si trovi ad accingersi ad entrare nel palazzo. Ricordiamo che i mascheroni apotropaici avevano la funzione di allontanare il male. Ma un viso posto a guardia di una soglia dovrebbe almeno guardare chi entra, fissarlo proprio per incutergli terrore, qualora fosse malintenzionato. Invece il nostro mascherone è un po’ “strabico”. Guarda altrove. Perché?

Riguardo al mento, invece, esso sembra essere troppo accentuato, troppo lungo. Inoltre sembra comporsi di due metà speculari. Sotto al mento, all’altezza di ciò che in un viso umano è la trachea, v’è un piccolo fiore, un fiocco o la legatura di un laccio.

Forse queste due “anomalie” non sono per nulla casuali. Infatti, esse ci hanno indotto ad osservare il mascherone da un’altra angolazione. Nello specifico, abbiamo capovolto l’immagine del mascherone.

Mettendo l’immagine a testo in giù sembra delinearsi un nuovo visto. Un viso con proporzioni non umane. Per avere un’interpretazione possibilmente oggettiva, sono state interpellate varie persone, cui è stato chiesto di riferire cosa vedessero. Tra tutte le persone interpellate, alcune hanno riferito di non riconoscere alcunché. Molte altre invece hanno riferito di riconoscere o una faccia di animale (gatto, gufo, lince) oppure un viso demoniaco con tanto di corna (vedi immagine 2).

Immagine 2 - mascherone capovolto

(Immagine 2: Il Mascherone capovolto)

Ma anche gli occhi di questa nuova figura, benché siano meno strabici dell’immagine originale, non sembrano essere paralleli. Questa nuova immagine è visibile solo se sopra al mascherone si applica uno specchio posto quasi parallelo al terreno. In questo modo si potranno osservare due volti.

Tuttavia, capovolgendo l’immagine non si vede solo il viso non umano, ma quello che nell’immagine originale rappresentava il mento, qui assume una forma difficile da comprendere.

Questa nuova immagine potrebbe rappresentare un utero, cui è applicata una vagina (la bocca della figura originale) nell’atto di essere penetrata da un fallo (il naso della figura originale) caratterizzato da un glande molto marcato (le narici del naso della figura originale).

Questa parte della nuova immagine (originale capovolto) desta ancora molte perplessità. Perplessità che speriamo di poter chiarire nelle corso di futuri approfondimenti.

Ma le soprese non finiscono qui. La nuova immagine capovolta nasconde altre due immagini. Coprendo rispettivamente la metà destra o sinistra del viso animalesco o diabolico lungo l’asse verticale che divide a metà il naso, appaiono quelli che sembrerebbero due visi di animali grotteschi se non addirittura mostruosi. Ma andiamo per ordine:

coprendo la metà di sinistra si potrebbe riconoscere il viso leggermente defilato di un cane mostruoso o di un essere canino con becco adunco (immagine 3).

Immagine 3 - nuovi mascheroni

(immagine 3, sopra e sotto: Un nuovo mostruoso mascherone pisciforme sembra apparire su Palazzo Gizzi….)

Immagine 3 - nuovi mascheroni - Copia

coprendo invece la metà destra si potrebbe riconoscere il viso defilato di un pesce mostruoso, che ricorda il delfino dello stemma di Taranto (immagine 4).

Immagine 4 - nuovi mascheroni

(immagine 4, sopra e sotto: Altro mascherone mostruoso pisciforme su Palazzo Gizzi….)

Immagine 4 - nuovi mascheroni - Copia            Si noti che a differenze delle due facce sin qui descritte, ossia l’originale in posizione corretta e in posizione capovolta, gli occhi dei due animali (o altro) mostruosi sembrano guardare veramente nella direzione verso la quale è inclinato il capo.

Anche in questo caso sono state interpellate delle persone, molte delle quali hanno confermato le interpretazioni sin qui fornite dallo scrivente.

Per completare il sorprendente gioco di capovolgimenti e coperture è stato osservato che una volta individuati i visi del “delfino”  e del “cane” (o altro), riguardando tutta la faccia che si poteva riconoscere capovolgendo l’originale, il nostro occhio riconosce ora immediatamente i due profili animaleschi e non ha più bisogno di copre rispettivamente metà del viso di gatto, gufo, lince o demone che dir si voglia.

Perché il committente del mascherone ha “accettato” un mascherone “strabico” e con il mento sproporzionato? Esiste una funzione differente oltre a quella di mascherone apotropaico? Si può definire un caso la presenza di quelle che sembrano tre immagini all’interno del mascherone capovolto?

Speriamo di aver acceso l’interesse dei lettori e di averli stimolati a voler prendere parte al dibattito riguardo alle interpretazioni sopra fornite.

(Dino Coppola)

Coppola spiega i misteri del mascherone di Palazzo Gizzi 21-6-16

Tutti gli elementi forniti nel presente articolo sono stati descritti da Dino Coppola in occasione del primo “Itinerario del Mistero” di Ceccano (Immagine sopra).

L’evento ha avuto luogo il 21 giugno scorso ed è stato organizzato dall’associazione “Vivi Frosinone – Vivi Ciociaria” con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale ceccanese nelle persone del vice sindaco Massimo Ruspandini e della Presidente della Commissione Cultura Federica Aceto, presete anche l’assesosre alla cultura Stefano Gizzi,  del “Mistery Team de Il Punto sul Mistero” guidato dallo scrittore Giancarlo Pavat. L’evento che ha visto la presenza di quasi 300 persone è perfettamente riuscito grazie alle sinergie dei membri dell’associazione “Vivi Frosinone – Vivi Ciociaria”, della Polizia Municipale di Ceccano e dell’associazione locale “Cultores Artium.

L’apporto di piccoli sforzi da parte di ciascuno dei partecipanti ha reso possibile questa straordinaria esperienza.

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