U-BOOT VS OCEAN’S MONSTERS di Giancarlo Pavat

Evidentemente il mio articolo pubblicato nei giorni scorsi sul nostro sito, avente come argomento il misterioso incontro avvenuto nel 1915 dall’U-Boot (abbreviazione di Unterseeboot, in tedesco letteralmente “battello sottomarino”) 28 della Kriegsmarine germanica, con una sorta di enorme coccodrillo marino, sta suscitando notevole interesse. Infatti un lettore ci ha inviato una email da cui sembrerebbe emergere uno scenario di vero e proprio scontro tra sconosciute creature degli abissi marini e la Flotta da Guerra dell’Impero del Kaiser tedesco. Della serie:

U-BOOT VS OCEAN’S MONSTERS.

Il lettore riferisce, infatti, di aver letto su una rivista in lingua inglese di un altro incontro, sempre durante la Prima Guerra Mondiale, tra un U-Boot Tedesco e un mostro marino.

Il lettore spiega di aver letto tale articolo qualche tempo fa. Non ricorda il nome della rivista (che comunque si occupava di misteri o fatti insoliti) ma di essere certo che l’incontro non fosse quello da me descritto. Anzi. Nel caso riportato dalla rivista inglese, il misterioso mostro marino aveva addirittura aggredito l’U-Boot, costringendolo a risalire in superficie e successivamente ad arrendersi alla Flotta Britannica.

Questo il testo dell’e-mail ricevuta;

Ho trovato davvero interessante l’articolo di Giancarlo Pavat di cui seguo i lavori e ho letto diversi libri (mi sono perso proprio quelli citato nell’articolo). Mi permetto di segnalarvi un episodio simile di cui ho letto anni fa su un rivista di lingua inglese che si occupa di forteana e episodi insoliti di vario genere. Anche in questo caso l’episodio è avvenuto durante la Prima Guerra Mondiale e ha come protagonista un U-Boot Tedesco. Anche se ora non ricordo la sigla esatta del mezzo. L’episodio però era avvenuto al largo dell’Irlanda e il sommergibile era stato addirittura attaccato dal mostro marino. Una specie di dinosauro anfibio che per poco non aveva affondato l’U-Boot ma l’aveva talmente danneggiato che l’equipaggio era stato costretto ad arrendersi alla prima nave nemica avvistata. Inglese. Tanto che nell’articolo si ironizzava che anche i mostri marini delle antiche leggende inglesi erano scesi in campo per difendere l’Inghilterra dal nemico invasore. Non ho mai trovato citato tale episodio su libri o pubblicazioni italiane e credo che non sia lo stesso di cui parla Pavat nel suo articolo. Voi siete in grado di dirmi qualcosa di più in merito? Grazie e ancora complimenti.  Paolo T.”.

Francamente non avevo mai sentito o letto una simile storia che mi suonava tanto di panzana. Ma prima di rispondere al lettore ho voluto fare una rapida ricerca sul web. Per quanto possa sembrare incredibile ho trovato qualcosa. Un articolo di un paio di anni fa del Dailynews on line in cui non solo si parla con dovizia di particolari dell’episodio (il sommergibile era l’U-Boot 85 al comando del kapitänleutnant Gunther Krech) ma avanza anche la soluzione al mistero.

Ecco il link per poter leggere l’articolo;

https://www.dailymail.co.uk/news/article-3862842/SOLVED-mystery-World-War-U-Boat-condemned-depths-savaged-sea-monster.html;

Per chi non conosce e l’inglese e non ha tempo per tradurre l’articolo, spiegherò che il 30 aprile 1918, l’U-Boot 85, al comando, appunto, del kapitänleutnant Gunther Krech, era in agguato nel Mare d’Irlanda per silurare qualche bastimento inglese o appartenente ai paesi della Triplice Alleanza. Oppure anche di nazioni neutrali. Infatti, sin dal 1914, la Germania aveva posto il blocco navale alle Isole Britanniche e qualunque nave, anche di un paese neutrale, che avesse tentato di violarlo, diventava automaticamente un bersaglio.

Ma quel giorno, stando almeno al racconto del Comandante, l’U-Boot 85 non incontrò naviglio nemico ma qualcos’altro.

Mentre erano emersi e dalla torretta del sommergibile stavano scrutando l’orizzonte marino, Krech e alcuni sui uomini sentirono un tonfo pazzesco sulla tolda e l’intero U-Boot si inclinò rischiando di rovesciarsi. Gunther Krech e gli altri marinai guardarono giù sulla tolda e videro con stupore unito a sgomento, un enorme animale preistorico arrampicarsi sul sommergibile.

Tutti aprirono il fuoco con le pistole di ordinanza ma la creatura sembrava invulnerabile. E non solo. Era talmente pesante che l’U-Boot cominciò ad affondare. I tedeschi furono presi dal panico. Dalla torretta rimasta aperta cominciò ad entrare acqua e subito fu evidente che il sommergibile era condannato.

Fortunatamente per Krech e i suoi, il mostro, dopo essersela presa con il cannoncino di prua, lasciò la presa e si rituffò in mare, scomparendo nelle profondità marine. Per l’U-Boot non c’erano comunque speranze ma in quel momento apparve all’orizzonte una nave da guerra inglese, l’HMS Coreopsis, e i tedeschi, sebbene malvolentieri, si affrettarono ad arrendersi. Tratti in salvo, mentre l’U-Boot scompariva nel Mare d’Irlanda, raccontarono agli esterrefatti marinai inglesi l’incredibile episodio.

Questa è la storia che circola sulla pubblicistica in lingua inglese e che il nostro lettore aveva avuto modo di apprendere. Ma c’è un seguito. Ricercatori seri, tra cui gli autori dell’articolo del Dailynews online che ho scovato, hanno voluto approfondire la vicenda, cercare riscontri, verificare le fonti e, alla fine, la verità è emersa.

(Immagine a lato: Kapitänleutnant Gunther Krech)

Leggetevi l’articolo, ne vale la pena, ma in sintesi, l’U-Boot 85 non venne abbandonato e affondò perché irrimediabilmente danneggiato dall’attacco di un mostro marino ma perché imbarcò acqua in quanto i portelloni stagni non si chiusero a causa del cavo di una stufetta elettrica fatta installare da Krech nella propria cabina perché soffriva per l’umidità!!!!!!!

Epilogo ben diverso da quello dell’U-Boot 28 del luglio 1915 e, soprattutto, enorme il contrasto tra le figure dei due comandanti. Cialtronesca, infingarda e decisamente insulsa quella di Krech. Alla faccia della nota superbia dei Tedeschi soprattutto in campo mlitare. Di ben altro e altissimo livello quella del Barone Forstner. L’Uomo che, a quanto pare, incontrò davvero l’inspiegabile in una estate di guerra nell’Atlantico settentrionale e che per anni cercò invano di rincontrarlo.

(Giancarlo Pavat)

  • Tutte le immagini sono tratte dal web.
Condividi il nostro articolo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *