Cartoline dalla “Porta Alchemica” di Rivodutri in kickbike.

A mandarci queste splendide “cartoline” da un luogo così affascinante e misterioso come la “Porta Alchemica” di Rivodutri e’ stato un grande amico del nostro sito, l’artista e grafico originario di Patrica Cesare PIGLIACELLI,  il quale, assieme ai suoi amici Sandro, Alberto e Maurizio, sta percorrendo il CAMMINO DI SAN FRANCESCO con la kick bike. 

Per chi non lo sapesse, la kick bike è una sorta di monopattino iperleggero e dotato di freni e ammortizzatori su cui si basa una nuova disciplina sportiva nata in Finlandia. La kick bike è ottima sia per mantenersi in forma in maniera sana, che per divertirsi con passeggiate nei boschi e all’aria aperta. 

Cesare Pigliacelli ed i suoi amici sono partiti da Frosinone in treno e hanno raggiunto Rieti. La prima tappa in kick bike è stat a da Rieti a Piediluco. Non prima di aver messo il primo timbro sulle credenziali presso la bellissima cattedrale del capoluogo Reatino.

Saliti al Santuario della Foresta, hanno attraversato Cantalice e poi Poggio Bustone, sempre sulle tracce di San Francesco. 

“Siamo rimasti affascinati dall’ enigmatico Arco di Rivodutri” ci ha raccontato Cesare Pigliacelli riferendosi alla cosiddetta “Porta Alchemica” del borgo sabino.

Si tratta di uno dei più enigmatici monumenti esoterici del Lazio. La “Porta Alchemica” risale ad un arco temporale che va dal XVI al XVII secolo, e si trova in via Umberto I°, presso un giardino con una lapide che ricorda i Caduti delle 2 Guerre Mondiali. Ma quella attuale non è la sua posizione originaria. Nel corso dei secoli è stato più volte smontato e rimontato in diversi siti. Da circa 30 anni si trova nel posto attuale, dove la Porta venne allocata dopo essere stata riassemblata a seguito del crollo dovuto al sisma del 31 dicembre 1948, che aveva raso al suolo gran parte di Rivodutri. I committenti della Porta Alchemica furono i membri della nobile famiglia Camiciotti. Il manufatto è chiamato pure “Porta Di Nicolò”, in quanto l’edificio di cui faceva parte fino al 1874 appartenne alla famiglia Nicolò, che l’aveva acquistato nel XVIII secolo da Bernardino Camiciotti. 

Il significato ddelle complesse simbologie esoteriche scolpite sill’arco sono ancora oggi oggetto di un acceso dibattito tra gli studiosi. Si riconoscono simboli cabalistici,  alchemici e riferimenti Veterotestamentari. Ci ripromettiamo di occuparcene quanto prima in msniera approfondita. Tornando a Cesare Pigliacelli, ha proseguito nella narrazione del suo “Cammino”.

“Poi siamo scesi verso il lago di Pidiluco dopo aver ammirato il centro medievale di Labro girato attorno al suo torrione”.

Domani (venerdì 5 luglio) visiteranno il santuario di Francesco a Piediluco e poi via lungo i 40 km fino a Piedipaderno in Valnerina. Poi, sabato 6 luglio, attraverseranno Spoleto, pernotteranno a Trevi e domenica 7 luglio arriveranno ad Assisi. Insomma il cuore verde dell’Italia sulle tracce di San Francesco.

Buon “cammino” ai 4 “kickbikers” da parte di tutta la redazione.

(Immagini sopra e sotto: Piediluco, opera di Giulio Turcato “ La Libertà “)

Tutte le foto sono di Cesare Pigliacelli. 

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