Chi abitava sulla vetta del monte Civitella?

Il Monte “Civitella “ (886 m.slm.) si erge in mezzo ai Monti Ausoni, tra la valle del fiume Amaseno e la conca valliva di Vallecorsa in provincia di Frosinone.
Visto dal versante amasenese, il monte appare come una delle tante gibbosità del crinale degli Ausoni. Dal versante opposto, quello di Vallecorsa o lato nord-orientale, svetta come una imprendibile rocca calcarea, che si eleva dal fondovalle con vertiginose pareti a strapiombo e strettissime cenge.
Di agevole salita da un lato, di ardua, se non impossibile senza idonee attrezzature, arrampicata dall’altro.
La cima, formata da particolari formazioni calcaree chiamate “carreggiati carsici”, che le danno un aspetto di terrazzamento o spianata artificiale, ha sempre ispirato ipotesi e leggende.

Nella “Civitella”, anche a causa del nome, forse dal latino “Civitas”-città, si è voluto vedere una roccaforte del popolo dei Volsci, magari il sito dell’ultima resistenza agli invasori romani.
Francamente, aldilà del nome, è proprio l’aspetto del monte a suscitare una ridda di supposizioni ed ipotesi. In un canalone che precipita lungo il versante orientale si è vista una “via di fuga” per gli assediati, in formazioni rocciose squadrate si sono volute individuare antichissime scalinate per l’ascesa ad una fantomatica acropoli. Ma molto spesso la fantasia ha decisamente superato la realtà storica.

Comunque, la Civitella è interessante non solo dal punto di vista paesaggistico e naturalistico (il panorama che si gode da lassù è veramente suggestivo), ma anche dal punto di vista storico ed archeologico. Sembra che qualcosa di particolare ci sia effettivamente sulla montagna.
Attorno alla vetta, lungo il versante sud-occidentale, quello meno ripido, si trovano numerosi cocci in terracotta.
Nell’ottobre del 2002 è stato casualmente rinvenuto, e consegnato al direttore del Museo di Pofi, il professor Italo Biddittu, quello che sembra un orlo o ansa di un orcio o di un anfora in terracotta.
Ai piedi del “carreggiato” calcareo che forma la cima, in prossimità della fascia ove ricomincia la macchia di licini e querce nane, si nota tra la vegetazione una sorta di struttura di pietre ammassate, in apparente disordine, che sembra artificiale.

Questa corre, con andamento semicircolare, lungo il versante , quasi a chiudere l’unico lato accessibile della montagna.
Potrebbero essere i resti di un arcaica muraglia? E se sì, per difendere o racchiudere che cosa?
Chi abitò la Civitella e quando ? Fu davvero una villaggio fortificato dei Volsci oppure, come ipotizzato da qualche studioso locale, si trattava di una specie di santuario, un luogo sacro ove portare offerte votive per ingraziarsi gli dei, ai quali si credeva di essere più prossimi in cima alla montagna.

In questo caso i frammenti rinvenuti sarebbero i resti di vasi o di ex voto.
Il monte Civitella non è citato in alcun testo classico e non risulta siano stati effettuati saggi di scavo nel sito.
Pertanto, almeno per ora, il mistero rimane insondabile e la vetta continua a scrutarci dall’alto, spazzata dai venti, quasi il frammento d’un naufragio da altre dimensioni del tempo, sbattuto dai tumulti della storia sui lidi di questa nostra epoca altrettanto tormentata.

Giancarlo Pavat

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6 Comments:

  1. Giancarlo Pavat

    Buongiorno, ritengo che la proposta di Alfredo vada assolutamente presa in considerazione. Io sono stato diverse volte sulla Civitella e posso confermare quanto riferito da Alfredo. In alcuni punti, effettivamente il terreno suona a vuoto. Propongo una ricognizione sulla vetta della Civitella del “MISTERY TEAM” (e di tutti coloro che vogliono partecipare) assieme ad Alfredo. Poi, a seguire, pianificheremo le azioni successive.
    Giancarlo Pavat

  2. Buongiorno, qui la vicend asi fa interessante. Alfredo che significa “l’appoggio logistico a xcirca 5 minuti dall vetta”‘
    Inoltre dovrebbe farsi avanti qualcuno con un georadar, da mettere a disposizione.
    Livia

    • PER LIVIA, A CIRCA 5 MINUTI C’E’ UN CASOLARE DI MIA PROPRIETA’… I MIEI PROPRIO DIETRO LA VETTA POSSEDEVANO UN APPEZZAMENTO DI TERRENO CHE SERVIVA LORO PER CUSTODIRE GLI ANIMALI CHE MANDAVANO AL PASCOLO.
      CONFERMO LA MIA DISPONIBILITA’… PER SETTEMBRE SI PUO’ ORGANIZZARE MAGARI UNA VISITA ALLA SCOPERTA DELL’ARCANO..
      COMUNQUE SI PUO’ RACCOGLIERE LA TESTIMONIANZA DI CHI CIRCA 70 ANNI FA OGNI GIORNO SOSTAVA SUL MONTE CIVITELLA…

      • comunque molto vicino al monte civitella c’e’ un passo la cui denominazione in vallecorsano e’ “Rave le Mantre” — Il termine mantra deriva dall’insieme di due termini: il verbo sanscrito man (VIII classe, nella sua accezione di “pensare”, da cui manas: “pensiero”, “mente”, “intelletto” ma anche “principio spirituale” o “respiro”, “anima vivente”) unito al suffisso tra che corrisponde all’aggettivo sanscrito kṛt, (“che compie”, “che agisce”)[1].

        Un’etimologia tradizionale fa invece derivare il termine mantra sempre dal verbo man ma collegato al sanscrito tra che, in fine compositi, diviene aggettivo con il significato “che protegge”, quindi “pensare, pensiero, che offre protezione”[2].

      • Alfredo ci sto !

  3. C’e’ di piu’, conosco perfettamente la zona e la vetta… Nelle vicinanze c’e’ una zona in cui andrebbero fatti degli scavi poichè al calpestio risponde l’eco in sottofondo… l’eco che ci fa capire che sotto c’e’ del vuoto… ed e’ strana anche la conformazione stessa del terreno.
    Comunque lancio una proposta o provocazione… sono disposto a dare come punto base l’appoggio logistico a circa 5 minuti dalla vetta stessa.

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