Il mistero della costola del Drago di Sombreno – Palladina (BG)

All’interno di monasteri, chiese e santuari italiani sono custoditi, da tempo immemorabile, moltissimi resti ossei giganteschi, quasi sempre legati a tradizioni o leggende legate a draghi o serpenti mostruosi e molto spesso trattete alla stregua di vere e proprie reliquie.
Sebbene non tutte le ossa in argomento siano state analizzate e studiate con metodi scientifici, è molto probabile che appartengano ad animali noti e che in molti casi non si tratti affatto di fossili.
Qualche dubbio, comunque, rimane.

Santuario di Sombreno – Palladina (BG) – foto G. Pavat febbraio 1999

Con questo pezzo si vuole inaugurare una nuova serie di ricerche ed articoli,basati su ricerche del “Mistery Team” ed alla quale chiediamo ai lettori di contribuire, relativa proprio a queste fantomatiche, ma molto spesso (come si vedrà) concrete, tracce di draghi, serpenti enormi mostri ed altri animali favolosi, presenti in diverse e località del nostro Paese (e non solo), che trovano riscontro o hanno dato vita a leggende e tradizioni popolari, anche molto antiche.

Quindi, approfittando anche della bella stagione, invitiamo e consigliamo a tutti di cimentarsi in questa sorta di caccia al tesoro, a spasso tra vari monumenti e siti del nostro Paese, alla ricerca di curiosità e “mirabilia”.
Serve pure ad ampliare la conoscenza della storia, dell’arte e della natura della penisola.

Tornando ai “resti” di draghi ed altre creature più o meno fantastiche, molti di questi “reperti” sono piuttosto noti, alcuni fanno ormai parte in maniera indissolubile del folclore di molte regioni italiane, altri invece sono alquanto sconosciuti. In quest’ultima categoria rientra un gigantesco osso citato raramente in libri o riviste.

Il reperto si trova nel Santuario della Natività della Beata Vergine che sorge su un colle a Sombreno, frazione del comune di Paladina in provincia di Bergamo.

La località si trova, curiosamente, a poca distanza (in linea d’aria sono una manciata di chilometri), appena oltre il fiume Brembo, dalla Chiesa di S. Giorgio ad Almenno San Salvatore che custodisce un’altra enorme costola
Entrambi le località erano un tempo bagnate dal mitico Lago (o mare) Gerundo. In realtà una estesa zona paludosa compresa grosso modo tra Milano, il Po e l’Adda, sopravvissuta sino agli inizi del XIX secolo.

Ingresso chiesa di S. Giorgio ad Almenno S. Salvatore (BG) -foto G Pavat febbraio 1999

State tranquilli, arrivare al Santuario è facilissimo, questa volta il “Mistery Team” non vi consiglia luoghi inaccessibili ed avventurosi.
Appena arrivati a Sombreno, basta seguire i cartelli turistici e si sale, a piedi è una piacevole passeggiata, sul colle circondato da un parco.

Costola del Drago di Sombreno – Palladina (BG) -foto G Pavat febbraio 1999

Il Santuario, risalente al XVII secolo, non presenta particolari pregi artistici ma, in compenso, appeso con una catena all’alto soffitto della navata, si nota subito la straordinaria costola lunga circa 2 metri.
Secondo una tradizione locale sarebbe ciò che rimane di un drago (verrebbe da dire “il solito drago”. Forse lo stesso di Almenno San Salvatore ?) che infestava il Brembo e gli acquitrini collegati al Lago Gerundo.

Il mostro era carnivoro e uso a banchettare non solo con gli armenti del circondario ma pure con esemplari di Homo Sapiens.

Questo finché un intrepido giovane del posto non riuscì ad ucciderlo, liberando la zona dalla sua mortifera presenza.

Nonostante una attenta ricerca effettuata sul posto, non si è stati in grado di scoprire da quando la costola è esposta nel Santuario. Sicuramente agli inizi del XIX secolo c’era già. Non risulta che siano mai stati fatti studi, tranne, pare, un interessamento, nella prima metà del ‘900, da parte di Padre Ernesto Caffi, noto naturalista al quale è stato dedicato il Museo Civico di Scienze Naturali di Bergamo.

Si ignora se e quali analisi abbia effettuato l’insigne studioso e a quali eventuali conclusioni sia pervenuto.

A vederlo, lassù, appeso alle trabeazioni lignee, leggermente annerito dal tempo e dal fumo delle candele, non si riesce a capire se si tratta di un fossile,
Potrebbe essere un costola d’un cetaceo o di un mammuth. D’altronde assomiglia tantissimo ad alcune costole fossili di elefante preistorico esposte al Museo Preistorico di Pofi (FR).

n attesa che, prima o poi, qualcuno (magari proprio il “Mistery Team”) possa analizzare questo reperto con calma nei laboratori di un Museo, non rimane che vederlo come un’interessante curiosità e, perché no?, una bella leggenda ricca di allegorie.

Giancarlo Pavat

 
Condividi il nostro articolo!

2 Comments:

  1. Buon giorno,
    sono di Bergamo. Nella zona del monastero c’e’ un’energia molto forte. Da cio’ la decisione di far una ricerca in internet x vedere se qualcuno avesse notizie interessanti e ho trovato il vostro sito.
    per cio’ che sento il monastero si trova su un punto o una traiettoria energetica rilevante, ed e ‘ possibile percepirlo. Secondo me la linea energetica passa direttamente fra le colonne che si affacciano sulla cappella laterale alla chiesa. All’entrata nel giardino circostante sopra il cancello habbiamo il baffonetto….signoredel mondo….la madonna proprio sopra la cupola della chiesa con una mano fa il segno delle “corna”…..(simbologia luciferina? baffonetto??)..mi scuso x la troppa sintesi ma non mi piacescrivere alcomputer…comunque senz’altro e’ un luogo moltobinteressante….meriterebbe approfondimenti…

  2. Buongiorno, complimenti pee l’articolo. Volevo segnalarvi che anche ad Atessa in Abruzzo, nella chiesa di S. Leucio c’è una costola di un drago che sarebbe stato ucciso dallo stesso S. Leucio.
    Diego De Santis – Chieti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *