Puglia misteriosa – IL DOLMEN “LI SCUSI” E IL CROMLECH SALENTINO di Marco Di Donato.

 

 (In apertura: una suggestiva immagine del Dolmen di “Li Scusi” – foto M Di Donato)

 

IL DOLMEN “LI SCUSI” E IL CROMLECH SALENTINO.

MINERVINO (LE)

 di

Marco Di Donato

Il Dolmen.

Nel Salento, antica e meravigliosa terra del nostro Sud Italia, sono presenti numerosi monumenti che hanno segnato un passato ricco di storia e interesse.

In particolare, nei pressi di Minervino di Lecce (LE), vi è una località denominata “Li Scusi”, dove verso la metà del XIX secolo e precisamente nel 1879 venne rinvenuto, nascosto tra la vegetazione, il primo dolmen pugliese.

Il termine “Li Scusi”, infatti, deriva proprio dal dialetto salentino e significa “nascosto”.

Il dolmen in questione, è ben conservato, alto circa 1 metro, e sorretto da 8 colonnine formate da pietre sovrapposte, di cui solo una monolitica.

Circa la funzione del dolmen ancora non si è giunti ad un’univoca conclusione, ma secondo le più accreditate teorie la loro funzione sarebbe stata quella di monumento funebre o altare sacrificale; in pratica si tratterebbe di una sorta di utero in pietra nel quale l’uomo, disposto in posizione fetale, rientrerebbe nella madre terra.

Secondo altri, invece, i dolmen avevano una funzione di strumento astronomico per lo studio del cielo e delle stagioni.

La parola “dolmen” deriva dal bretone dol (che significa “tavola”) e men (che significa “pietra”) con il conseguente significato di “tavola di pietra”. Solitamente, infatti, il dolmen è costituito da una lastra in pietra che poggia su 3 lastre conficcate nel terreno o, in alcuni casi, su delle colonnine in pietra.

Per l’uomo, la pietra è sempre stata vista come un oggetto dal profondo significato simbolico e il rapporto tra uomo e pietra lo troviamo sin dai primordi. Conficcare la pietra nel terreno ha sempre rappresentato un segnale di grande forza cosmica in quanto nelle tradizioni, l’uomo è sempre stato visto come un ponte tra terra e cielo.

Il dolmen de “Li Scusi è molto particolare, in quanto sembra racchiudere tutte tali teorie.

Nella parte superiore di questo monumento, a differenza di quello che vediamo in altri dolmen, dove troviamo un piccolo canale posto sulla lastra centrale e probabilmente utilizzato per far scorrere il sangue dell’animale sgozzato, qui troviamo un foro ove, verosimilmente, veniva fatta cadere la testa dell’animale decapitato.

Ma non solo, nel giorno del solstizio d’estate e precisamente pochi minuti dopo mezzogiorno, il foro presente al centro della lastra orizzontale del dolmen, viene perfettamente illuminato dal Sole che penetra al suo interno proiettando un cerchio di luce che illumina il centro dell’ingresso. Ciò, di fatto, ricollega questo monumento anche al culto del Dio Sole e ai riti sacrificali che venivano fatti in suo onore.

 (Immagine sopra: il foro presente al centro della lastra orizzontale del Dolmen – foto M Di donato)

 

Questo culto, come vedremo più in avanti, è collegato anche ad un altro imponente monumento presente proprio nei pressi del dolmen, ossia “il cerchio di pietra”.

(Immagine sopra: Il “Cromlech” de “Li Scusi” – foto M Di Donato)

 

Il cromlech salentino.

Proprio nei pressi del dolmen “Li Scusi” vi è un grande cerchio in pietra con due ingressi situati quasi in perfetta corrispondenza Nord-Sud, posti sull’asse della Stella Polare (che di fatto non punta perfettamente al Nord) al cui interno vi sono 3 pietre che formano un altro piccolo cerchio.

 

 (Immagine sopra: le 3 pietre che formano il cerchio più piccolo – foto M Di Donato)

Circa la loro funzione ed origine ancora non si è giunti ad una concreta spiegazione, anche se a dire il vero la maggior parte delle teorie sembrano convergere sull’impiego rituale o religioso di tali monumenti. A tal riguardo, è bene evidenziare che nel cerchio di pietra de “Li Scusi”, in corrispondenza del punto est, vi è una pietra scavata a mo’ di sedile e probabilmente utilizzata con lo scopo di assistere a tali riti.

I “cromlech, ossia come oggi vengono chiamati i “cerchi in pietra”, sono solitamente datati in un ampio periodo storico che va dal V al II secolo a.C. e, per il loro aspetto, evocano il culto del Dio Sole.

La loro posizione, inoltre, sembrerebbe essere correlata ad un preciso orientamento astronomico o addirittura ad una mappa astrale utile ad identificare una datazione ben specifica che doveva essere lasciata incisa nella pietra in memoria dei posteri.

Si tratta ovviamente di teorie che servono comunque a far capire l’importanza e la particolarità di questi antichi monumenti i quali, secondo, alcuni geobiologi, avrebbero addirittura proprietà terapeutiche. Infatti, basterebbe appoggiarsi alle pietre centrali del cerchio per sentire alleviati dolori e stanchezza ma soprattutto per sentire tonificato il proprio corpo. Ciò, sarebbe dovuto al fatto che questi monumenti venivano costruiti sopra corsi d’acqua sotterranei e che il centro di tali cerchi si trovava proprio in corrispondenza del corso stesso. Il movimento dell’acqua unito a quello della terra creerebbe una serie di energie cosmo-telluriche che rappresentano un collegamento con le energie e vibrazioni del piano fisico e spirituale. Infatti, per tale motivo, molti ritengono che l’impiego del cerchio in pietra sia stato quello di una grande sepoltura.

(Immagine sopra: Il Cromlech o cerchio di pietra de “Li Scusi” – foto M Di Donato)

Non sono rari i casi in cui al centro dei cerchi in pietra sono state rinvenute tombe o sepolture.

Il cerchio di pietra de “Li Scusi” sembra racchiudere tutti questi elementi: due porte di accesso Nord-Sud, un sedile in pietra posto sul lato Est e un cerchio al centro composto da 3 pietre. Non si sa se all’interno del cerchio centrale, il quale risulta molto piccolo, vi sia stata in precedenza una qualche sepoltura o se anticamente vi fosse il passaggio di qualche fiume sotterraneo, pur tuttavia, tali elementi, correlati a quanto detto, rendono questo luogo davvero suggestivo e carico di magnetismo e dovrebbero aiutare a farci riflettere sulla grandezza delle culture che ci hanno preceduto.

(Marco Di Donato)

(Immagine sopra: Marco Di Donato impegnato in rilievi presso il Dolmen di “Li Scusi”. Sotto:  Un’immagine dall’alto del “Cromlech salentino. – foto M Di Donato)

(Immagine sotto: Suggestioni a “Li Scusi – foto M Di Donato)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Condividi il nostro articolo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *