Un labirinto “baltico” sull’Adriatico! di Giancarlo Marovelli.

Presentiamo in esclusiva, un nuovo articolo dell’architetto Giancarlo Marovelli, scrittore e studioso di Simboli.  Marovelli sarà con noi, il 10 dicembre prossimo, all’edizione 2016 del PREMIO NAZIONALE CRONACHE DEL MISTERO, che si terrà a Ceccano (FR), presso il Teatro “Antares“.

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UN LABIRINTO “BALTICO” SULLE RIVE DELL’ADRIATICO!

di Giancarlo Marovelli.

Nel punto più occidentale dell’Istria, si trova la penisola di Salvore, luogo che vanta un ricco patrimonio archeologico culturale dato dalle rovine di epoca romana e dalle numerose chiese e monasteri presenti nell’area.

Inoltre è presente sulla sua punta più occidentale il Faro di Salvore , un’imponente struttura alta 36 metri, progettata dall’architetto Pietro Nobile nel periodo dal 1817/1818, per garantire una sicura navigazione verso il porto di Trieste. Questo è stato il primo faro al mondo a impiegare per l’impianto d’illuminazione il gas ottenuto dalla distillazione del carbone.

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(Immagine sopra: Il Faro di  Salvore)

La zona è famosa anche per lo scontro avvenuto nel 1177, pochi mesi dopo la battaglia di Legnano, tra le galere veneziane sostenute da papa Alessandro III e le imbarcazioni genovesi e pisane, alleate dell’imperatore Federico I Barbarossa.  La flotta veneziana comandata dal doge Sebastiano Ziani e Nicolò Contarini, nascosta nel vallone di Pirano, colse di sorpresa gli avversari, sbaragliando la flotta e fece prigioniero lo stesso comandante, uno dei figli del Barbarossa.

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In questa zona ricca di storia è stato scoperto un labirinto spiraliforme inciso su una roccia della scogliera, la tipologia del manufatto è di tipo “baltico” unicursale, troviamo questo simbolo d’identica forma in Svezia sull’isola di Gotland, in Carelia e Mar Bianco (quindi identici  a quelli studiati da Giancarlo Pavat, proprio in Scandinavia e nel Baltico NDR). In Italia lo troviamo in Puglia a 30 km da Bari nel piccolo paese di Conversano, all’interno dell’antico chiostro del monastero di San Benedetto, raffigurato su di un capitello della campata ovest, del chiostrino. Come illustrato nel libro “Fino all’ultimo Labirinto” (2013)  che mi vede coautore assieme a Giancarlo Pavat, Fabio Consolandi, Luca Pascucci e Fabio Ponzo.

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Questo simbolo era molto diffuso nel Medioevo e il suo valore simbolico era dato dal percorso tortuoso che l’uomo doveva fare, per raggiungere la salvezza. Troviamo labirinti lungo gli itinerari percorsi dai pellegrini, ma in questo caso l’area non era sulla via di pellegrinaggi di conseguenza la sua matrice doveva essere essenzialmente esoterica, usato per rituali per propiziare la fertilità oppure per l’abbondanza della pesca.

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(Immagine sopra: gli scogli di Salvore)

L’insenatura naturale era chiusa da due moli. II meridionale era lungo circa 110 metri, mentre quello settentrionale poco piu’ di 50. II molo a nord è stato ricostruito nel 1996 e munito sulla punta di un fanale luminoso. Durante i lavori e le pietre delle strutture originarie sono state recuperate e inserite poi nelle nuove strutture portuali. La strada che dalle case di Salvore porta al molo è stata costruita nel 1929. In quell’occasione furono praticati degli sterri che riportarono casualmente alla luce un grosso muro, un condotto e numerosi reperti. Tra questi spicca una statuetta di bronzo della dea Isis, risalente al II secolo d. C. , testimonia il fenomeno del sincretismo tra la dea orientale della fertilità Isis e la dea romana della fortuna chiamata appunto Fortuna. E’ esposta nel Museo archeologico dell’Istria a Pola. Resti consistenti di mura si vedono ancora oggi in particolare sul lato sud della baia. Qui sono conservati anche i resti di una cisterna. Lo sviluppo di quest’area nelle epoche successive è scarsamente documentato. Le notizie a disposizione c’informano che nel 1463 nelle campagne del territorio di Salvare si sono insediate varie famiglie originarie dalla Dalmazia.

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(Immagine sopra: il Labirinto “baltico” inciso sugli scogli di Salvore)

Se analizziamo il labirinto, si rileva che è suddiviso in sette cerchi, questo numero, a causa della sua composizione aritmetica, rappresenta per la natura umana, la massima perfezione: esso consta del primo pari e del primo dispari, cioè del primo numero divisibile e del primo numero indivisibile, perciò il giubileo, che rappresenta la pace perfetta, si compone di sette settimane. Da ciò anche i sette spiriti che stanno al cospetto del trono di Dio  (Ap.1,4) e i sette pani con cui Cristo saziò quattromila persone (Mt.15,34) significa la settiforme grazia dello Spirito Santo. Non sottovalutiamo che rappresenta anche l’unione tra terra e cielo che porta all’ascesa virtuosa e diventa un mezzo con cui arrivare alla sapienza necessaria per varcare la soglia ed essere iniziati, all’ingresso della caverna cosmica. in conclusione non sapremo mai con precisione quando, da chi e perché sia stato realizzato il labirinto sulla roccia di Salvore, ma sicuramente possiamo essere certi che è stato scolpito per indicare una via, un percorso energetico spirituale, per raggiungere e attivare la Monade attraverso le funzioni sensoriali, intuitive di coloro che in passato ne facevano uso.

(Giancarlo Marovelli)

Si ringrazia per le foto e la segnalazione Giuseppe Benignano.

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(Immagine sopra: Tramonto sul Golfo di Trieste, visto da Punta Salvore)

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