De sanguine revelato.
Identificazione ematica mediante chemiluminescenza Luminol-simile in area domestica
di Roberto Volterri
Sono comparse strane macchie di sangue nel vostro studio dove stavate leggendo “Dracula” di Bram Stoker, mentre vi riproponevate di acquistare anche il Volume 2 di qualche noto e recente libro sui Vampiri?
Vi hanno raccontato che dalle vostre parti sono state rinvenute tracce ematiche in un contesto forse in “odor di Vampiro”?
Oppure, nelle vostre misteriose ricerche sui fenomeni ‘strani’, siete incappati nella presenza di tracce appartenenti a non identificate sostanze “rossastre” o, ancora, state indagando su una ‘reliquia’ che potrebbe avere a che fare con qualche “Revenant”?
Allora sarebbe sempre opportuno verificare se la sostanza oggetto dell’indagine sia realmente sangue o sia qualcosa di “rossastro” che gli assomigli.
Perché, come ben si sa, “Primo requisito per perdere la reputazione è di averne una”. E voi, lettori appassionati di “misteri” a tutto tondo, ne avete sicuramente “una”, acquisita dopo infinite letture di libri e articoli su tutte le strane vicende che ci circondano…
Vorrei quindi fornirvi una semplice ricetta ‘d’altri tempi’, quando non c’era ancora il 5-ammino-2,3-diidro-1,4-ftalazindione, per gli ‘amici’ più famoso come ‘Luminol’, oggi usato dai RIS nelle loro indagini su delitti cruenti.

Con il Luminol e una adatta sorgente lumìnosa UV e possibile rilevare la presenza di debolissime tracce ematiche.

Struttura chimica del Luminol
Ecco come il Luminol reagisce con tracce ematiche per produrre luce
Attenzione però! Il Luminol reagisce anche con altre sostanze. In particolare, reagisce con il Rame e la candeggina ma anche con il sangue presente nell’urina e con il sangue animale…

Luminol reperibile in commercio

Eritrociti, i globuli rossi, parte essenziale del “liquido della vita”, il sangue
E allora come fare, visto che non sarebbe certamente possibile né opportuno chiamare in aiuto i validissimi esperti dei Reparti Investigazioni Scientifiche (appunto i RIS!)?
Potreste ricorrere ad una famosa ‘Ricetta della nonna di Bram Stoker’, forse Vampira, scovata nel fondo di un antico mobile, ricetta che produce (quasi) sempre affidabili risultati.

Scava di qua, scava di là, a volte anche gli archeologi dilettanti si imbattono in qualcosa che sarebbe stato meglio non scoprire…
Dunque, preparate una soluzione satura di Benzidina (C12H12N2) disciolta in una piccola quantità di Acido acetico glaciale. La Benzidina è un composto chimico utilizzato come reagente chimico e nella preparazione di coloranti.
Attenzione però: usate sempre guanti di gomma e non annusatelo poichè questo composto chimico viene assorbito facilmente dalla pelle e piò causare danni

L’Acido acetico glaciale (CH3COOH) è utilizzato anche in fotografia, in gocce, per eliminare, nel risciacquo, macchie di calcare sulle carte fotografiche. Ambedue i composti possono essere reperiti in negozi di prodotti chimici che riforniscano Università o Laboratori di ricerca.
Sulla macchia sospettata di essere sangue fate ora cadere una goccia o due di acqua distillata e lasciate agire per circa un minuto.
Con un pezzetto di carta da filtro pulitissima (male che vada, con un pezzetto di carta assorbente, altrettanto pulita) prelevate ora una piccola porzione della carta prima inumidita con acqua distillata.
Su questa porzione di carta fate cadere alcune gocce di Acqua ossigenata (H2O2) a ’12 volumi’ (reperibile in qualunque Farmacia) e altrettante gocce della soluzione con Benzidrina indicata all’inizio di questa curiosa “ricetta”.
Se ora apparirà una macchia di colore verde-azzurrastro potreste essere certi (al… 99%) che la macchia rossa o rossastra su cui state indagando è veramente sangue.

Impronte ematiche evidenziate da un vero “Luminol” dei RIS.
Quindi, tra il serio e il faceto, con la “Ricetta della nonna di Bram Stoker” avete messo in evidenza le tracce delle mani lasciate da un vero Vampiro!

Dracula in un’illustrazione per l’edizione 1902 dell’immortale romanzo di Bram Stoker.
Che Bram Stoker posi il suo benevolo (?) sguardo sui vostri troppo incuriositi passi!
Ė un “Vampiro”? Ė un “Revenant”? Come scoprirlo?
Come certamente ben sapete – tra il serio e il faceto… – che nel noto “Manuale del perfetto Vampirologo” c’è un apposito Capitolo che vi insegnerà come fare per non correre rischi di improvvisi morsi.
La prima cosa da fare è misurare, con estrema attenzione, l’Algor mortis, ovvero il raffreddamento del corpo dopo il reale decesso, Raffreddamento che termina quando il sangue e gli organi del “Vampiro” raggiungono la temperatura ambiente.
Facile a dirsi, difficile a farsi!
A volte nelle vostre misteriose ricerche potrebbe capitare di assistere a qualcosa del genere…

D’altra parte, quel che può avvenire sotto terra non è subito facilmente verificabile…
Nell’Ottocento per facilitare il compito di medici e aspiranti “Vampirologi” fu inventato uno strumento scientifico in grado di rilevare la presenza anche della più piccola traccia di “calore vitale” facendo “bollire” un liquido a temperature notevolmente più basse della norma e dunque non rilevabili dai comuni termometri. Lo strumento conteneva una sostanza, probabilmente etere, che a contatto col corpo umano cominciava a produrre bollicine e a ”bollire”, segnalando così la temperatura ”vitale” e la condizione del “non (del tutto)morto”.
Oggi potreste ricorrere a certi curiosi e semplici apparecchi, estremamente economici, contenenti un liquido colorato reagente alla “pressione” (in realtà, al calore) esercitata sul contenitore di vetro
Ben sappiamo che l’acqua distillata bolle a 100 gradi centigradi al livello del mare, ad una atmosfera. Ma poiché il liquido colorato è contenuto in un apposito recipiente di vetro al cui interno la pressione è decisamente minore di quella di 760 millimetri di Mercurio (un’atmosfera), anche la sua temperatura di ebollizione è ben inferiore ai soliti 100° Celsius.

Il “Termometro della vita” utilizzato in epoca ottocentesca metteva in risalto la presenza di una pur minima attività vitale in un corpo ormai definito “cadavere”. Si basava sulla debole “ebollizione” di un liquido che così reagiva anche a temperature “cadaveriche”, “vampiresche”.
Oggi potreste usare un curioso “Termoscopio” il cui liquido entra in ebollizione alla temperatura dipendente dal calore trasmesso all’ampolla se il corpo vivo e vegeto. Ma se “bolle” anche quando non dovrebbe “bollire”… datevela a gambe!

Esistono anche degli anelli – in vendita un po’ ovunque a bassissimo prezzo – che cambiano colore a seconda della temperatura corporea. Male che vada, nel caso incontriate un… “non-morto” potreste usarlo al posto dell’ormai obsoleto “Termometro della vita”!
Per ottenere migliori risultati è però consigliatissima l’attenta lettura di questo libro…

Settecentesco “Manuale” per il perfetto scopritore di “Vampiri”

Dottoressa, il nostro economico “Luminol” casereccio non mente, ma è veramente sicura di non aver appoggiato sul pavimento il contenitore di cartone dell’ottima pizza napoletana che abbiamo mangiato ieri sera?
(Roberto Volterri)
SONO FINALMENTE ORDINABILI
ON LINE SIA
IL 1° CHE IL 2° VOLUME DE
DAL TRAMONTO ALL’ALBA.
IL GRANDE LIBRO DEI VAMPIRI
DI
ROBERTO VOLTERRI, GIANCARLO PAVAT,
DINO COPPOLA, ALESSIO D’ANTONIO
E IN COLLABORAZIONE CON
ALESSANDRO MIDDEI








