Pallore, libri e notti insonni? Perfetta Autodiagnosi con i due Volumi della Biblioteca della Notte… di Roberto Volterri

Pallore, libri e notti insonni?

Perfetta “Autodiagnosi” con i due Volumi della Biblioteca della Notte…

di Roberto Volterri

 

Sempre per celiare nel caso decidiate di esplorare qua e là i castelli della Transilvania, girovagando anche tra qualche semiabbandonato villaggio dei Carpazi – quando il sole stava tramontando, ne ho attraversato uno ben poco raccomandabile… – chissà che non vi imbattiate in qualche esangue, avvenente, scarmigliata e, naturalmente, eccessivamente pallida fanciulla, con un paio di strani, inquietanti piccoli fori sul “modiglianesco” collo…

Che fare in questi improbabilissimi casi?

Rimboccatevi le maniche, ripassate mentalmente il manuale del prefetto “Vampirologo” del celeberrimo professor Abraham van Helsing e coraggiosamente passate all’azione!

Arminius Vámbéry (1832 – 1913), orientalista, scrittore e linguista ungherese. Poiché Vámbéry conosceva Bram Stoker autore del libro “Dracula”, qualcuno sostiene che sia stato lo studioso ungherese a fornire le informazioni a Stoker sulla storia della Transilvania e del principe valacco “Dracula”. Altri suggeriscono anche che la figura del professor Van Helsing sia modellata su quella di Vámbéry, anche perché nel capitolo XXIII del romanzo si parla di un “friend Arminius of Buda-Pesth”.

L’indispensabile “Kit del Perfetto Vampirologo”. L’aglio deve essere sempre fresco, “di giornata”!

Dunque, dicevamo? A sì, come dovreste fare per scoprire se un “non-morto”, un “Vampiro” è veramente tale. O ci fa…

Avvicinate una mano del “cadavere” ad una forte sorgente luminosa (in mancanza della più macabra candela, una lampadina qualsiasi andrà bene.).

La mano vi apparirà opaca e non traslucida come quella di voi viventi.

Non ancora così! La mano del defunto vi apparirà opaca, non scheletrica!

Dalla vostra trousse da Cacciatore di Vampiri, prendete uno spillo e pungetevi un dito oppure pungete quello della probabile “Vampira” che avete davanti: non dovrebbe uscire neppure una goccia di sangue.

Pungendo con un semplice spillo la punta di un vostro dito o di quello della sospetta “vampira” – nel caso in cui ella sia sul serio passata a miglior vita – non dovrà uscire neppure una goccia di sangue. In caso contrario, se non siete il dottor Abraham van Hesling o uno dei suoi più affezionati collaboratori datevela a gambe!

Sempre prelevandola dal vostro equipaggiamento da esperto “Vampirologo”, potreste far cadere una sola goccia di Atropina in un occhio della fanciulla. Evitate il vostro! Notereste con terrore che la pupilla non si dilata affatto! Ci mancherebbe…

L’Atropina provoca la dilatazione della pupilla. Ma soltanto in chi non è ancora salito per sempre sulla “Barca di Caronte”, tra i “Vampiri”…

Provate anche a legare, alla sua radice, un dito della probabile defunta in stranissime circostanze: il dito non si gonfierà affatto.

Premete con la punta di un vostro dito le “parti molli” della vostra pallida fanciulla sospettata di essere stata morsa da un “vampiro” DOC: dovrebbe formarsi un’impronta bluastra che non scomparirà quando toglierete il dito.

Avvicinate la fiamma di una candela al braccio della “defunta”: se la Nera Signora, la Morte, dovrà rimandare l’appuntamento si formerà una piccola vescicola piena di liquido.

Ma se l’aspirante “vampira” è veramente passata (più o meno…) a miglior vita si formerà solo una escara secca, ovvero una crosta rossastra dovuta all’avvenuta morte cellulare del corpo che avete davanti.

Suvvia, non esagerate! Il “Manuale del dottor Van Helsing” suggerisce solo di avvicinare la fiamma di una candela, non di arrostire l’aspirante “vampira”!

Fatevi di nuovo coraggio!

Strofinate la vostra mano, con veemenza, sulla pelle della sventurata “vittima” (vittima dei vostri maldestri esperimenti!): se ella è ancora tra voi, la parte da voi “accarezzata” si arrosserà per un maggior afflusso di sangue “vivo” nella circolazione periferica.

Se, invece, la poverina è ormai diventata seguace di “Dracula” la zona rimarrà (ovviamente!) esangue e pallidissima.

Se la vittima dei vostri esperimenti è ancora tra voi, la parte da voi “accarezzata” si arrosserà per un maggior afflusso di sangue “vivo” nella circolazione periferica.

Altrimenti… fuggite!

Vi è rimasta un po’ di Fluorescina nella trousse? Sì?

Allora iniettatene una piccola quantità in una vena della vampirizzata ragazza: dopo pochi minuti, se il corpo è ancora vivo, la sclerotica – la parte bianca – degli occhi assumerà una inquietante colorazione verdastra, poiché è attiva la circolazione corporea. Invece, in caso di acclarata vampirizzazione, ciò non avverrà poiché il sangue non circola più.

Una minima quantità di fluorescina fatta cadere sulla sclerotica dell’occhio diventerà di colore verdastro nel caso in cui ci si sia imbattuti in un reale caso di “vampirismo”. Non ci sarà colorazione alcuna in caso di effettivo decesso.

Provate ora a praticarle un maldestro massaggio cardiaco o, se ne avete il coraggio, la respirazione “bocca a bocca”.

Osservate con attenzione se esistono due forellini rosso sangue sul collo della possibile “Vampira”!

Se la respirazione “bocca a bocca” non produce risultati, insistete e passate al messaggio cardiaco che, in queste circostanze, è cosa ben più seria!

Così, dal dottor Matteo Borrini, è stato rinvenuto il cranio di una donna morta di peste a metà del XVII secolo, la cosiddetta “Vampira di Venezia”. Il mattone le avrebbe impedito di continuare la sua esistenza di non-morta, di ‘Vampira’.

Se proprio vi dovesse capitare un “non-morto”, un “Vampiro”, tra le mani, in mancanza del rituale paletto di frassino, ricordatevi che un sasso posto tra le mascelle eviterebbe indesiderati ritorni alla vita. O almeno così suggerirebbe il rinvenimento della cosiddetta “Vampira di Venezia”…

dopo l'immagine

Scommetto che in un caso di morte apparente come quello qui illustrato – avvenuto in Marocco, a Riad – non ci pensereste neppure un attimo ad eseguire tutte le “istruzioni per l’uso” del perfetto “Vampirologo” fin qui suggeritevi! Vero?

Professor Dra-Kull, e ora cosa facciamo”?

Sul nostro pianeta abbiamo risolto da secoli il problema del Vampirismo mediante l’avanzatissima tecnica di “Deemoglobalizzazione Quantica a Risonanza Fotonica con Nanorobot Nutrizionali” perchè non abbiamo più coltivazioni di aglio! Proviamo con la nuova terapia “Trasfusione di Succhi di Frutta Sintetici a Spettro Solare” del Professor Van- Helsingntroop?

(Roberto Volterri)

 

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